Viterbo – Quarantadue morti, 2 stragi, 6 feriti e 36 episodi di saccheggio. È la scia di sangue lasciata in tutta la Tuscia da nazisti e fascisti riportata in un verbale della legione territoriale dei carabinieri reali del Lazio-Compagnia di Viterbo redatto subito dopo la fine dell’occupazione e conservato presso l’Archivio di Stato di Viterbo.
Il titolo del documento: “Breve riassunto delle violenze commesse dai tedeschi e fascisti contro le popolazioni in territorio di questa compagnia”. E con esso l’elenco delle brutalità commesse tra il settembre ‘43 e il mese di giugno del 1944. Nomi, cognomi, anno di nascita e professione delle vittime. Nomi e cognomi di alcuni dei carnefici. Il tutto suddiviso per comuni di appartenenza: Capranica, Monteromano, Carbognano, Canepina, Vejano, Blera, Vignanello, Viterbo, Calcata, Nepi, Bomarzo, Civita Castellana, Grotte Santo Stefano, Caprarola, Corchiano, Orte.
Un elenco parziale – tante altre furono infatti le vittime – che racconta però gesti e ultimi attimi di vita di contadini, braccianti, partigiani, suore, militari, carabinieri, studenti e commercianti che si opposero a nazisti e fascisti. In nome e per conto – scrive Beppe Fenoglio nel Partigiano Johnny – “dell’autentico popolo d’Italia”.
La storia dei 20 sardi assassinati il 17 novembre 1943 tra Sutri e Bassano Romano, di Lucia Oroni, Mario Torselli, Giuseppe e Antonio Cocozza e Luigi Coletta di Capranica uccisi a colpi di mitragliatrice. La storia di Italo Biondini, freddato con un colpo di pistola alla nuca perché si oppose a un tentativo di stupro ai danni della propria ragazza. Oppure la vicenda del carabiniere Pietro Della Malva ammazzato a Blera assieme ad altri sei civili “a colpi di pistola a mitraglia e bombe a mano”. Infine, i partigiani Giuseppe Tossini e Eugenio Augurio di Caprarola, fucilati in piazza l’8 giugno 1944 con i tedeschi in ritirata, e Luciano Maffucci di Corchiano, ucciso nel marzo del ’44 dopo aver ferito due nazisti.
Un documento che racconta di fascisti che scorazzano per le campagne del viterbese rubando polli, galline, generi alimentari, vestiti, pecore, vino, maiali, vacche e scatolette di lucido per le scarpe. Per un totale – riportato nel documento dei carabinieri della compagnia di Viterbo – pari a un milione e 700mila euro, l’equivalente di 35mila euro attuali che, per chi non ha niente, sono tutto. Senza contare i danni, molti ma non quantificati, a oliveti e campi coltivati. Una tragedia per chi fu costretto a subire e guardare sotto il tiro di pistole e fucili. Una catastrofe per chi – contadini e braccianti – ben sapeva a cosa sarebbe andato incontro da quel momento in poi: miseria e stenti, la morte per fame.
Storie anche a lieto fine, come quella del maresciallo Carmine Antonio Coppola di Orte che, condannato alla fucilazione per resistenza armata e propaganda antinazista, riuscì a scappare e darsi alla macchia. E quella di suor Marta delle Cinque Piaghe che impedì a due soldati tedeschi di “prendere alcune giovinette che si trovavano ricoverate” nell’ospedale di Caprarola.
Uomini e donne che con coraggio hanno scritto la storia della Resistenza, la Liberazione dall’oppressione, la nascita della Repubblica democratica italiana fondata su lavoro e antifascismo. Tracciando infine quella differenza tra “noi” e “loro”. Noi – come spiega Italo Calvino nel Sentiero dei nidi di ragno – in lotta per “costruire un’umanità senza più rabbia, serena, in cui si possa non essere cattivi”. La spinta al “riscatto umano, elementare, anonimo, da tutte le umiliazioni”. Loro, la parte dei “gesti perduti e degli inutili furori, perduti e inutili anche se vincessero, perché non fanno storia, non servono a liberare”, ma solo a perpetuare “la miseria, e l’uomo contro l’uomo”.
Daniele Camilli
I nomi delle persone uccise
CAPRANICA
Salvatore Alessi, Antemio Baldi, Virgilio Andreotti Gavino Pilu, Nino Me, Giovanni Mesitieri, Salvatore Corriga, Giovanni Mulas, Pietro Contini, Piero Barcellona, Pasqualino Mereu, Efisio Piras, Mario Meloni, Giuseppe Deroma, Sebastiano Pinna, Giuseppe Canu, Salvatore Meloni, Salvatore Manca, Giuseppe Riu, Francesco Manca, Lucia Oroni, Maria Torselli, Giuseppe Cocozza, Antonio Cocozza, Luigi Coletta
MONTEROMANO
Alvio Sanetti
CARBOGNANO
Italo Biondini
CANEPINA
Maria Paparozzi, Giove Benedetti
BLERA
Pietro Della Malva (assieme a lui vengono uccisi altri 6 civili di cui non viene riportato il nome)
VIGNANELLO
Elio Gionfra
VITERBO
Amedeo Trippanera
CAPRAROLA
Nazzareno Cristofori, Giuseppe Tossini, Eugenio Argurio
CORCHIANO
Luciano Maffucci
