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“Abbiamo fornito nuovi chiarimenti sulle indagini”

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Il procuratore capo di Viterbo Alberto Pazienti

Il procuratore capo di Viterbo Alberto Pazienti 

Il pm di Viterbo Renzo Petroselli

Il pm di Viterbo Renzo Petroselli 

Viterbo – Più di due ore per chiarire ancora una volta il caso Attilio Manca.

Ieri pomeriggio il procuratore capo Alberto Pazienti e il pm Renzo Petroselli sono stati ascoltati per la seconda volta in commissione antimafia. Il nodo da sciogliere è sempre lo stesso: la famiglia Manca non crede che siano state battute tutte le piste per cercare la verità sulla morte del figlio, mentre il pm Petroselli, titolare dell’indagine e il procuratore capo Pazienti sono convinti che il giovane medico sia morto per overdose, escludendo di fatto la mafia.

“Abbiamo fornito chiarimenti sulle indagini – viene spiegato all’uscita dalla commissione dal pm Petroselli-. In particolare ci siamo soffermati sull’autopsia di Attilio Manca. Il vicepresidente della commissione antimafia è un medico e siamo entrati nello specifico”.

Attilio Manca è stato trovato morto nel 2004 all’età di 35 anni. Il giovane urologo di origini siciliane lavorava a Belcolle. Sulla sua morte è stato subito mistero fitto. Tra le varie ipotesi, portate avanti dalla famiglia, anche che sia stato ucciso perché testimone scomodo. Manca secondo questa ipotesi avrebbe curato il boss Provenzano. Tutte ipotesi però che non hanno mai avuto conferma nelle aule del tribunale.

Per il momento le audizioni in commissione sembrano finite, fatto salvo che, se emergeranno altri particolare sulla storia dell’urologo siciliano morto a Viterbo, gli uomini della procura potrebbero essere di nuovo chiamati per ulteriori chiarimenti.

 


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