Viterbo – (g.f.) – Università della Tuscia, addio al dipartimento di Beni culturali.
Al momento è solo una proposta da parte del rettore Alessandro Ruggieri che dovrà essere esaminata agli organi di governo dell’ateneo, ma per la struttura il destino appare segnato.
I nuovi parametri di legge lasciano poco spazio alla sopravvivenza del dipartimento.
Ma il rettore precisa: non è una chiusura, solo una disattivazione.
Per i corsi di studi non cambierà nulla. Oggi o in futuro.
“E’ una disattivazione non chiusura – spiega Ruggieri – ed è una proposta da parte mia agli organi preposti. Non è il rettore che decide”.
Non decide, ma deve far applicare le norme. “La legge impone che ogni dipartimento abbia 35 docenti. Il dipartimento di Scienze beni culturali, per una serie di pensionamenti ha visto ridursi l’organico negli ultimi anni.
Il quadro normativo ci impone limiti nelle assunzioni e non ci ha consento di recuperare personale”.
In concreto cosa accadrà?
“Significa che i corsi di laurea in Scienze dei beni culturali, Archeologia e Storia dell’Arte e il corso di laurea a ciclo unico di conservazione e Restauro dei Beni culturali non saranno soppressi, anzi, saranno potenziati.
Confluiranno in uno o più dipartimenti più grandi.
Cambia il contenitore, ma nella pratica non cambia nulla. Beni culturali è incardinato sul territorio. Rimarrà. Tanto è vero, che prima d’inviare la comunicazione agli organi competenti ho atteso che fossero approvati i corsi di studio”.
Resta da definire dove confluiranno. “Al momento non lo sappiamo. Afferiranno ad altro dipartimento.
Deve essere chiaro però e e ci tengo a ribadirlo, che i corsi di laurea non sono soppressi e gli studenti potranno continuare a iscriversi.
Saranno solo incardinati in uno o più dipartimenti affini per vocazione culturale e scientifica”.
