Viterbo – Nuove indagini per capire cosa ha fermato di colpo il cuore della piccola Aurora Corigliano.
Le chiedono i genitori della bimba, morta tre giorni dopo la nascita, due anni fa, la notte di Santo Stefano.
Gli avvocati Stefano e Floriana Clementi hanno fatto opposizione alla richiesta di archiviazione del pm Massimiliano Siddi. Un estremo tentativo di trovare un perché alla morte della neonata, prima figlia di una giovane coppia di origini calabresi, trapiantata a Soriano.
Su quel parto finito in tragedia, la procura di via Falcone e Borsellino aveva aperto un fascicolo per omicidio colposo. Nel registro degli indagati, quattro medici e due ostetriche, ma gli inquirenti non vogliono portare avanti le loro posizioni. La richiesta di archiviazione si basa sulle risultanze dell’autopsia: per il medico legale Maria Rosaria Aromatario e il ginecologo Giancarlo Di Renzo non c’è traccia di colpa medica nel decesso di Aurora.
Ma se non c’erano malformazioni congenite e la gravidanza non era a rischio, perché Aurora non c’è più?
La madre, una 26enne calabrese residente col marito in un paese della provincia, viene ricoverata all’ospedale viterbese dalla notte del 23 dicembre 2013. Aurora nasce alle 22,10 dello stesso giorno, dopo un parto difficile e quattro ore di travaglio. Non piange quando i medici riescono a farla uscire.
Neanche il trasferimento d’urgenza al Gemelli di Roma le salva la vita. Aurora lotta per tre giorni, fino alla sera di santo Stefano, tra lo strazio della madre e del padre, anche lui giovanissimo, 27 anni appena.
In due anni, sono almeno quattro i fascicoli aperti in procura per neonati morti in ospedale, tra Viterbo e Tarquinia. Dopo Aurora, Edoardo. Prima, Viola e Claudia. Solo Viola è nata e morta dopo alcune ore all’ospedale di Tarquinia. Claudia è vissuta poco più di due settimane, tra Belcolle e il Bambin Gesù di Roma, in cui era stata portata per tentare un – inutile – salvataggio. Per Edoardo neppure questo si potrà fare: il suo cuore si ferma tra un monitoraggio e l’altro. E’ l’ultimo dei bambini mai nati a Viterbo, sul cui decesso si continua a indagare, mentre per Claudia e Viola, tra Viterbo e Civitavecchia, sono finiti a giudizio quattro ginecologi e due ostetriche. Solo quella di Aurora, al momento, è una morte senza una colpa e senza un motivo.

