Viterbo – Chiuse le indagini sulle bastonate allo stadio di Magliano Romano.
La procura di Tivoli ha fatto notificare l’avviso di chiusura dell’inchiesta ai nove arrestati viterbesi per il raid durante la partita Magliano – Ardita San Paolo.
Una ventina di persone, incappucciate e armate di bastoni, hanno fatto irruzione sugli spalti, nel settore riservato alla tifoseria dell’Ardita. Succedeva il 16 novembre.
Il match fu sospeso. Sette tifosi dell’Ardita finirono in ospedale, i più gravi con una frattura scomposta del braccio e lesioni alla testa per quaranta giorni.
Il fascicolo, aperto dalla procura di Viterbo, nella persona del pm Chiara Capezzuto, è poi passato a Tivoli per competenza territoriale.
I nove viterbesi, ritenuti facenti parte del gruppo, furono fermati dai carabinieri di Civita Castellana. Dopo l’aggressione, le targhe di alcune auto, notate nei pressi dello stadio, erano state comunicate alle più vicine stazioni dei carabinieri. I militari del nucleo operativo radiomobile di Civita bloccarono le macchine e trovarono a bordo i nove viterbesi. Giovani dai 18 ai 33 anni. Tutti militanti di estrema destra. Più di qualcuno già noto alle forze dell’ordine.
Davanti al gip Franca Marinelli, si sono proclamati tutti innocenti. Ma nessuno ha risposto alle domande del giudice, che ha convalidato il fermo per lesioni gravi e disposto gli arresti domiciliari per il 26enne Jacopo Magnani e il carcere per il 24enne sorianese Edoardo Fanti, il 26enne Diego Gaglini, candidato sindaco di CasaPound alle passate amministrative e il 33enne Ervin Di Maulo.
Su quest’ultimo, pesa anche l’accusa di aver violato il daspo (divieto di accedere alle manifestazioni sportive), che gli prescriveva di stare lontano dai campi di calcio, dopo l’aggressione ai giocatori della Viterbese nella primavera 2014.
A partire dalla notifica dell’avviso, gli indagati avranno venti giorni di tempo per pensare se farsi interrogare o depositare memorie.
Di Maulo, Gaglini, Fanti e Magnani sono ancora ai domiciliari.


