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Botte e insulti al fratello malato, condannato

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Orte

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Orte – (f.b.) – Botte e insulti al fratello malato, condannato.

Una convivenza tutt’altro che facile quella tra tre fratelli di Orte. La casa, in realtà, era l’abitazione soltanto di due dei tre uomini. Il terzo, però, pur non avendo un buon rapporto con gli altri e nonostante fosse stato anche colpito da un decreto di allontanamento del giudice da quel luogo, ci andava spesso e si accaniva sul più debole di tutti, quello malato.

La situazione è degenerata in più di un caso al punto da costargli un processo per maltrattamenti in famiglia e lesioni.

“Facevo un uso smodato e frequente di alcol e droga in quel periodo – ha raccontato l’imputato di fronte al giudice – e i miei fratelli probabilmente anche per questo non mi volevano, mi tenevano lontano. Non ho mai avuto rapporti con loro. Io ci andavo perché in quella casa avevo la mia stanza, entravo e me ne stavo per conto mio. Mi arrangiavo da solo e non chiedevo aiuto a nessuno”.

Ma i battibecchi c’erano.

“Una volta sono rientrato e ho trovato la casa tutta sottosopra – continua -. Da lì sono iniziate le liti. I vicini hanno sentito le urla e gli insulti e si sono lamentati, ma più di questo non è mai successo. Io, lo ripeto, non ho mai avuto rapporti con nessuno dei miei fratelli”.

Eppure uno dei tre, il più debilitato perché affetto da una grave forma di diabete, tra l’ottobre del 2009 e il gennaio del 2010 ha raccontato di aver subito botte, insulti e maltrattamenti continui. Tanto da finire anche in ospedale per delle lesioni.

Ma tutto ciò non ha potuto più riferirlo in aula di fronte al giudice. Nel frattempo, infatti, l’uomo vittima delle vessazioni del fratello, è morto. Per continuare il processo sono state utilizzate le dichiarazioni che rilasciò a suo tempo agli inquirenti. Il terzo fratello, invece, sostanzialmente estraneo ai fatti e solo testimone di alcuni episodi, non si è voluto nemmeno presentare in tribunale.

Ma al pm le prove sono bastate per avere un quadro chiaro e chiedere una condanna a due anni e sei mesi per le vessazioni continue dell’imputato nei confronti del fratello malato, costretto addirittura a sottoporsi a un trattamento di dialisi. Versione per nulla condivisa dalla difesa secondo cui i due non sarebbero mai andati oltre qualche litigata: nessun maltrattamento continuato, visto che l’arco di tempo in cui si sono svolti i fatti era di appena cinque mesi.

Il giudice Eugenio Turco ha deciso per una sentenza di condanna a due anni e un mese. I legali, fin da subito, annunciano di ricorrere in appello.


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