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“Ci opporremo al commissariamento della regione”

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Chiara Frontini e Daniele Cario

Chiara Frontini e Daniele Cario 

Acqua pubblica - L'incontro agli Almadiani

Acqua pubblica – L’incontro agli Almadiani 

Viterbo – “Il comune di Bassano Romano si oppone con forza alla minaccia di commissariamento da parte della regione”.

Dopo la giornata organizzata sabato agli Almadiani dal comitato “Non ce la beviamo”, il sindaco Angela Bettucci e l’assessore Ugo Pierallini, presenti alla manifestazione, ribadiscono la posizione dell’amministrazione contro la regione che si prepara a commissariare il servizio idrico di quei centri ancora fuori Talete.

“Bassano Romano partecipa all’iter intrapreso da tutti i comuni contro il modello di gestione Talete e l’impostazione dell’articolo 7 dello Sblocca Italia”.

Quello che stabilisce come il soggetto che abbia il 25 per cento del servizio sul territorio d’ambito, possa ottenere la gestione. Un’apertura ai privati.

“Ci batteremo insieme agli altri comuni della Tuscia per l’applicazione della legge regionale 5/2014 e della volontà popolare risultata dai referendum del 2011”. Sulla stessa linea anche il sindaco di Corchiano, Bengasi Battisti, del Coordinamento Nazionale Enti Locali per l’Acqua pubblica.

“Acqua pubblica e fuori dal mercato è quanto hanno detto 28 milioni di Italiani nello storico referendum del 2011 – dice Battisti – chi legifera contrariamente a quello spirito referendario uccide la democrazia, sottrae diritti e mercifica un bene primario.

I movimenti per l’acqua continuano a vigilare e lottare affinché l’acqua sia gestita con forme di diritto pubblico per contenere costi, garantire la partecipazione di cittadini e comuni e difendere l’acqua dalle speculazioni economiche e partitocratiche”. L’acqua è un diritto: “Ee deve essere garantita a prescindere dalle condizioni economiche e sociali di cittadini e questo può avvenire solo con gestioni pubbliche, dove la fiscalità generale può intervenire per contenerne i costi.

Immaginare di coprire i costi di gestione attraverso la sola tariffa è il modo per sottrarre il diritto di accesso all’acqua.

Talete non è un soggetto di diritto pubblico, è una società come tante altre che sono sul mercato e dove è assente partecipazione di cittadini e governi locali .

La legge regionale 5 approvata un anno fa è in attesa dei decreti attuativi per la sua piena applicazione.

La Regione Lazio avrebbe dovuto approvarli entro sei mesi, questo ritardo ci preoccupa e solleciteremo con tutte le forme Zingaretti e Refrigeri per definire una legge d’iniziativa popolare che ridarebbe dignità ai cittadini e riconsegnerebbe l’acqua alle Comunità .

Acqua pubblica non è uno slogan ma una pratica, si scrive acqua e si legge democrazia”.


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