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Cimitero di Grotte, entro l’anno l’avvio dei lavori

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Alvaro Ricci

Alvaro Ricci 

Viterbo – (g.f.) – Cimitero di Grotte Santo Stefano, entro il 2015 l’avvio dell’ampliamento e nel 2016 la fine dei lavori.

Il crono programma è del comune, a patto che nel frattempo passi in consiglio comunale la delibera di revoca dell’interesse pubblico nell’affidare a privati i lavori e il Tar si esprima sul ricorso presentato dai privati.

Ieri mattina è stato fatto il primo passo. In commissione la maggioranza ha approvato il documento con cui si revoca l’interesse del comune a far realizzare l’opera a privati.

La vicenda si trascina ormai da diverso tempo. L’allora amministrazione Marini, essendo diventato improrogabile l’ampliamento del cimitero e non avendo fondi, aveva deciso di procedere tramite project financing, affidando a privati la realizzazione, cedendo in cambio la gestione dei cimiteri cittadini, forno crematorio compreso.

Arriva Michelini, parte la gara, ma nuovi conteggi fanno riconsiderare a palazzo dei Priori la scelta. Più conveniente realizzare in proprio l’ampliamento.

L’impresa decide di ricorrere al Tar e i giudici attendono dal comune documentazione specifica.

“Quando Marini decise per il project financing – ricorda l’assessore Alvaro Ricci – era una scelta legittima. I conti si riferivano alle cremazioni nel 2011, così come c’era un piano finanziario sui prezzi d’allora per i loculi.

Oggi il panorama è cambiato”.

In favore del pubblico, stando ai conteggi nuovi. “L’amministrazione Michelini – continua Ricci – ha trovato le risorse per il cimitero di Grotte. Poi le cremazioni nel 2013 sono aumentate del cento per cento e le prime cifre del 2014 confermano la crescita.

Le basi finanziarie del progetto vengono meno”.

Al comune conviene realizzare l’opera e gestire direttamente il servizio cremazione, incamerando le entrate.

“Quella di allora era una scelta legittima – ribadisce Ricci – ma altrettanto utile e legittima lo è quella scelta di oggi, con i dati economici cambiati e le risorse trovate.

L’interesse pubblico per l’opera va revocato, non ha più ragione d’esistere”.

In terza commissione il centrosinistra ha votato sì. “C’è stato un dibattito pacato – osserva Ricci – anche da parte dell’opposizione, pur votando contro la revoca e rimanendo sulle loro posizioni.

La maggioranza si è espressa in modo compatto.

In consiglio comunale la delibera sarà possibile emendarla e migliorarla”.

Sarà il primo argomento in discussione nella seduta di giovedì.

“Il punto, più che politico è economico – sostiene Ricci – sono venuti a mancare i presupposti del project financing.

All’epoca sussistevano, oggi non più. Tanto che proprio in virtù delle maggiori cremazioni, quando il bando era in corso di pubblicazione, il proponente ha aperto alla possibilità d’adeguare il canone per 250mila euro.

Il dato è oggettivo, le condizioni sono mutate”.

Giovedì il prossimo passaggio: “L’auspicio è che la delibera sia approvata, per poi passare tutto al Tar affinché possa pronunciarsi sulla vicenda.

Gli avvocati hanno escluso responsabilità personali ai consiglieri in una ipotesi o nell’altra. Siamo arrivati ritengo a una visione chiara del provvedimento e quindi che si passi a una conclusione quanto prima.

L’ampliamento a Grotte è molto urgente”.


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