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Città italiana della cultura, il 30 il responso

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Viterbo capitale italiana della cultura - La presentazione del dossier

Viterbo capitale italiana della cultura – La presentazione del dossier

Viterbo capitale italiana della cultura - La presentazione del dossier

Viterbo capitale italiana della cultura – La presentazione del dossier

Viterbo capitale italiana della cultura - La presentazione del dossier

Viterbo capitale italiana della cultura – La presentazione del dossier

Viterbo capitale italiana della cultura - La presentazione del dossier

Viterbo capitale italiana della cultura – La presentazione del dossier

Viterbo – “Abbiamo già vinto”.

Viterbo candidata a città italiana della cultura. Il dossier predisposto dal comitato scientifico è partito, e stamani in comune la presentazione. Presente anche il questore Suraci.

Si apre la competizione con le altre candidature, ma per l’assessore Antonio Delli Iaconi la città ha già ottenuto un gran risultato.

“Noi abbiamo già vinto – osserva Delli Iaconi – indipendentemente da come va. Abbiamo vinto un programma pluriennale che impegna l’amministrazione sul recupero di beni culturali, iniziative.

Gli investimenti ci sono a prescindere dal premio. Se vinciamo il milione di euro in palio, il programma sarà straordinario”.

La vittoria va a chi ha il programma più stimolante e non il monumento più bello.

Sono trenta le iniziative proposte nel dossier, il responsabile del comitato Claudio Margottini ricorda le principali.

“Ci si muove sui servizi per i turisti – osserva Margottini – lo sviluppo delle industrie culturali e creative, rigenerazione e riqualificazione urbana, con un quadro d’iniziative dal 2013 al 2018, in una sintesi di Viterbo dagli etruschi al Medioevo fino al Rinascimento, periodo spesso considerato di scarsa importanza”.

Il cartellone di manifestazioni vedono il trasporto straordinario della Macchina di santa Rosa: “Ne abbiamo discusso con i Facchini”.

Ma ci sono pure il museo della Macchina esterno e interno, l’esposizione delle Macchine in piazza dopo Expo, una grande mostra per portare a Viterbo 34 opere di Michelangelo, Raffaello Tiziano, Del Piombo. Quindi il gemellaggio con Avignone e Bruxelles.

Solo una parte del lavoro che ha come slogan: “Viterbo terra del dialogo, cammino della bellezza”. Il dossier sarà esaminato da sette esperti esterni al ministero dei Beni culturali e se supererà l’esame, si passerà alla seconda fase, con una rosa ridotta a dieci partecipanti.

“Accettiamo la sfida – osserva il sindaco Leonardo Michelini – è la grande novità. Abbiamo un progetto cui io credo molto.

Il successo dell’iniziativa non va visto come una vittoria dell’amministrazione, ma della città”.

Nel logo, nella scritta Viterbo, c’è il significato di tutto il progetto: “Riprende il quadrifoglio del palazzo dei Papi – ricorda Margottini – unito al richiamo di Google maps”. La tradizione e il futuro.

“Mostriamo una città – spiega Mattioli, fra i componenti del comitato – aperta al dialogo. Non solo i monumenti, ma creativa. Viterbo vuole crescere”.

L’immagine di copertina del dossier mostra Fiore del cielo a Expo fra i due padiglioni. Come sarà a breve.

Ci si poteva immaginare qualche monumento cittadino al posto dei capannoni. La scelta è stata presa per suggerire a chi sarà chiamato a selezionare, che su alcuni temi, Viterbo sta già investendo.

La Macchina patrimonio Unesco e presente a Expo. Due punti che pochi possono vantare d’avere.

“Expo è un evento epocale, storico – osserva Filippo Rossi – la città dovrebbe essere orgogliosa della Macchina esposta, avrà una portata incredibile per la città, ma mi sembra che non sia vissuto così.

Ci lamentiamo sempre che non si riescono a prendere al volo le occasioni, stavolta ce l’abbiamo fatta”.

Sulla candidatura a città italiana della cultura, non resta che attendere il 30 aprile per il primo responso.


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