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Civitella D’Agliano ricorda il genocidio armeno e Angelo Maria Dolci

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Civitella D'Agliano

Civitella D’Agliano

Civitella D’Agliano – Riceviamo e pubblichiamo – Il 24 aprile è tristemente ricordato come la ricorrenza del “Genocidio degli armeni”, la data in cui si diede inizio ad una carneficina da parte dei turchi nei confronti degli armeni.

In circa tre mesi non restava praticamente più nessun armeno, da più di un milione di persone, nell’Anatolia orientale, si ebbero circa 1.200.000 morti.

Alla fine del 1916 erano sopravvissuti alle stragi solo gli armeni di Costantinopoli e di Smirne, qualche raro nucleo risparmiato e circa 300mila persone che avevano seguito l’esercito russo nella sua ritirata dopo aver sconfitto le truppe turche nelle guerre balcaniche.

Civitella D’Agliano vanta di aver avuto l’onore di essere stato il paese in cui visse il cardinale Angelo Maria Dolci, che fu il primo a denunciare ciò che i Turchi stavano facendo contro gli armeni, facendo sì che il Vaticano si desse da fare per perorare la causa dei cristiani in Turchia.

Nel suo trascorso clericale, il cardinale Angelo Maria Dolci fu inviato da Pio X presso diverse repubbliche dell’Armenia del sud. Tornato in Italia, fu trasferito alla sede vescovile di Amalfi e pochi mesi dopo fu inviato quale delegato apostolico a Costantinopoli.

Qui si trattenne dal 1914 al 1923 e durante questa sua permanenza si trovò a gestire la delicata questione legata al genocidio armeno, la prima “pulizia etnica” di un secolo che purtroppo ne annovera poi ben altre e non meno orrende.

Un pensiero alla storia, un ricordo al nostro compaesano il cardinale Angelo Maria Dolci e a don Alfredo Cento, colui che ha fatto sì che le generazioni a venire potessero conoscere la storia del paese di Civitella D’Agliano, grazie alla pubblicazione del suo libro intitolato “Civitella D’Agliano, le sue origini e il suo popolo”.

I consiglieri
Francesca Firodigigli
Antonio Mecaroni
Gian Marco Lupaccini


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