Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – In questo 25 aprile ricorre il 70esimo anniversario dalla Liberazione dell’Italia dal nazismo e dal fascismo: una data importante, perché piena di significato per la conquista di valori come la libertà, i diritti costituzionali, valori che hanno reso possibile la Repubblica nella quale viviamo.
La Resistenza coinvolse uomini e donne, tra civili, militari, operai, insomma tutti gli antifascisti con o senza le armi. Molte città insorgeranno contro i tedeschi, come Milano, Genova, Firenze e, prima tra tutte, Napoli, che fu la prima città europea a liberarsi senza l’aiuto degli Alleati sul campo.
Un movimento di liberazione che in Italia conterà oltre 100 mila tra uomini e donne in armi e che, dopo 20 mesi di occupazione, si guadagnerà tante onorificenze da parte alleata.
Anche quest’anno l’Associazione nazionale partigiani d’Italia scende in piazza in tutto il Paese, orgogliosa di portare il testimone di chi come Nello Marignoli ha partecipato alla Resistenza, a sostegno anche oggi dei princìpi antifascisti e costituzionali.
L’Anpi, infatti, anche qui a Viterbo, è sempre stata invitata alle celebrazioni ufficiali, non solo per tradizione, ma anche perché ha pieno titolo di parteciparvi con il proprio contributo.
Si pensi che di recente si è ipotizzato persino di abolire la festività del 25 aprile e comunque, ancora oggi, c’è chi vive con insofferenza questa data, considerandola una sorta di festa comandata, un costo inutile, oppure una provocazione dei comunisti, come pensano molti neofascisti, dichiarati o no.
Il 25 aprile infatti non è solo il momento del cordoglio per i caduti sia civili che militari, vittime delle sporche guerre di Mussolini, ma è anche il giorno dell’omaggio a chi rinunciò a vestire le comode divise della Repubblica sociale sostenuta da Hitler, per partecipare alla lotta di liberazione anche a costo della morte.
Il 25 aprile è quindi l’occasione per celebrare quella scelta politica e morale, che per migliaia di civili e militari significò l’adesione alla Resistenza.
L’Anpi perciò si sta battendo in tutta Italia contro ogni forma di revisionismo strumentale che equipari i Partigiani ai Fascisti di Salò, che combatterono al fianco e a comando degli invasori nazisti.
Negli ultimi 10 anni, infatti, i vari governi che si sono succeduti hanno concesso decine di medaglie a fascisti comprovati, che sono morti nell’ultima guerra, in certi casi persino combattendo contro le forze alleate.
Anche l’attuale governo lo scorso 10 febbraio, ha concesso una medaglia in ricordo addirittura ai discendenti d’un fascista che risultava al servizio del Terzo reich, morto in un combattimento contro i Partigiani: e questo a causa di una legge, la n°92 del 2004, che è la stessa che ha istituito il Giorno del ricordo per le vittime delle foibe e per l’esodo. Con queste onorificenze si sono offese la Resistenza, la Costituzione, e tutte vittime della guerra.
L’Anpi chiede la revoca delle onorificenze date a quei fascisti italiani che hanno combattuto contro gli alleati, al fianco dei tedeschi, e la sospensione temporanea di quella legge, con l’apertura di un’indagine sulle circa 300 medaglie di questo tipo date negli anni.
Tutto questo ci fa capire che le conquiste dell’antifascismo e della Resistenza non sono solo un tesoro, “protetto in cassaforte”, da usare al bisogno, ma sono un complesso di strumenti di liberazione e di valori che dobbiamo difendere ogni giorno, anche tramite la politica della memoria.
Auspichiamo che la cittadinanza intervenga numerosa, dando appuntamento a tutti i cittadini per il corteo di Viterbo, che partirà alle 10.15 da piazza S. Sisto (porta Romana).
Il Comitato provinciale Anpi Viterbo
