Viterbo – Ventiquattro in lizza per diventare capitale italiana della cultura.
Tanti sono i centri che hanno risposto all’appello del ministero per i Beni culturali e si sono messe in gioco per diventare capitale italiana della cultura nel 2016 e nel 2017.
Le candidature andavano presentate entro marzo al dicastero guidato da Dario Franceschini.
Alle due vincitrici, una per il 2016 e una per il 2017, andrà un milione di euro a testa da investire ovviamente sulla città.
Viterbo, che si presenta con lo slogan “Terra del dialogo, cammino della bellezza”, avrà a che vedere con Aquileia, Como, che si allea con Cernobbio e Brunate e sceglie come slogan “Estro armonico: le stagioni del lago”, Novara che punta tutto sui castelli sforzeschi, Pistoia che fa della cultura uno strumento di coesione e integrazione sociale.
Dalla vicina Umbria partecipano in tre Spoleto (Spoleto porta delle culture, città modello di pace e civiltà), Foligno e Orvieto, alleata per questa speciale occasione con Todi.
Dal Lazio, oltre a Viterbo, partecipano Frascati (insieme a Monteporzio, Colonna, Montecompatri, Grottaferrata, Rocca di Papa e Rocca Priora) e Terracina.
E ancora: Tropea, Taranto, Agrigento, Caltanissetta e Modica.
Questo l’elenco completo, anticipato dal ministro Franceschini: Agrigento, Anagni, Aquileia, Caltanissetta, Carinola, Como, Ercolano, Foligno, Frascati, Mantova, Modica, Novara, Orvieto-Todi, Parma, Pisa, Pistoia, Selargius, Spoleto, Sulmona, Taranto, Terni, Terracina, Tropea, Viterbo.
“Ci sono città importanti – dice l’assessore Giacomo Barelli – come Pisa, Como, Agrigento, Caltanissetta, ma tutte sono avversarie importanti.
In ogni caso credo che Viterbo per la sua storia e soprattutto per il lavoro di grande livello fatto dalla commissione guidata da Margottini, possa essere soddisfatta ed avere tutte le carte in regola per andare tra le dieci finaliste e poi giocarsi la vittoria finale . L importante e’ fare squadra e crederci tutti insieme.
Per me e’ gia una grande soddisfazione vedere Viterbo competere per il titolo di capitale della cultura. Significa che qualcosa abbiamo cominciato a cambiare in questa città”.
Il ministero dei Beni culturali deve nominare tre dei sette giurati chiamati a valutare i dossier di candidatura con attraverso la conferenza unificata, arrivare al nome del presidente della giuria. Saranno selezionati fra esperti di fama nel settore arti, cultura e turismo che dovranno valutare le singole proposte.
Entro il 30 aprile la giuria composta da sette esperti indicherà i dieci comuni che accederanno alla fase finale.
Poi in autunno verranno proclamate le due città capitali. Non per il 2015, però, perché quest’anno la capitale si farà in cinque.
Infatti il ministero ha stabilito che il titolo vada ex aequo alle città giunte all’ultimo step della gara europea e sconfitte da Matera: Ravenna, Siena, Perugia, Cagliari e Lecce.

