Canino – “Dico no al centro per gli immigrati”.
Non è d’accordo il sindaco di Canino Mauro Pucci alla realizzazione di una struttura per gli immigrati in località Acquarella sulla Castrense. E’ contrario perché, come sindaco, dice di non esserne stato informato dal ministero degli interni e poi non la reputa una soluzione idonea.
“Non ritengo che il problema possa risolversi con l’apertura di un centro per immigrati – dice il sindaco Pucci -, che anzi, potrebbe avere l’effetto contrario, incrementando l’arrivo di queste persone. Canino ha dato e sta dando, perché nel nostro paese, abbiamo più di mille immigrati, tra regolari e non.
Non condivido questa legge del ministero degli Interni, perché su certi argomenti, il primo cittadino dovrebbe essere informato. Chiederò al prefetto un appuntamento per capire meglio la situazione e farò poi un’assemblea con la cittadinanza per sapere come la pensa.
Ci sono caninesi che, ogni giorno, vengono in comune e ai quali non sono in grado di dare una casa. Loro stessi non si spiegano perché il governo aiuti, anche giustamente, queste persone, al posto loro. Pare poi che, proprio per questo progetto, dovranno anche aumentare i controlli, ma il problema è che, con i tagli che vengono fatti, non so come si riuscirà ad arginare a tutto questo. Una serie di riflessioni che, da primo cittadino, mi fanno dire no al centro di accoglienza”.
Diversa la situazione a Tessennano, in cui il comune ha partecipato a un bando dell’Unione europea per un progetto umanitario.
“Riguarda l’apertura di un centro per minori soli o orfani non accompagnati. Con noi hanno preso parte altri 369 tra enti, onlus e cooperative. Alla fine sono stati scelti dieci progetti e, tra questi sono stati finanziati solo due comuni ossia il nostro e quello di Bologna. Una grande conquista che premia quanto abbiamo fatto.
La cifra stanziata è di circa 740mila euro e l’amministrazione sta valutando se e come fare per metterla in campo, dato che ci sono degli accorgimenti tecnici che ancora devono essere definiti. Siamo, dunque, in fase embrionale ed, entro questa settimana, decideremo il da farsi, anche ascoltando la cittadinanza, in un’assemblea pubblica”.

