Viterbo – Venerdì 17 aprile alle 18 nella splendida cornice della sala regia di Palazzo dei Priori a Viterbo, in occasione della XII Edizione della manifestazione Percorso di Suoni – itinerario di eventi al confine tra archeologia, musica e teatro, l’Associazione Damutea presenta in prima assoluta lo spettacolo “Extraurbana dea, cronaca di un mito violato”di Anna Maria Achilli con Giorgio Colangeli, Anna Maria Achilli (voci recitanti), Alessandro Gwis (pianoforte, sintetizzatori e samples).
Una rappresentazione dedicata a tutte le donne che subiscono violenza, che vuole essere spunto di riflessione su un drammatico tema sociale che affligge la nostra epoca e occasione di interazione tra i linguaggi teatrali e musicali di avanguardia e che prende spunto dalla vicenda della violazione da parte del cacciatore Atteone durante il bagno di Diana, dea dei boschi e della fertilità.
Un legittimo confronto attraverso un affascinante viaggio nel “mito” per stimolare nello spettatore forti sensazioni visive ed uditive. Parole, situazioni, incontri e scontri, ritmi taglienti e melodie vibranti, atte a rappresentare il conflitto tra due forze, quella maschile e quella femminile, fondate su parametri diametralmente opposti. Fulgida e commovente testimonianza è la storia di Diana e Atteone: una storia ove l’istante del “bagno” violato ripercorre la memoria dell’uomo e lo porta a riflettere sulla contemporaneità della vita che si fa leggenda e sulla leggenda che si fa contemporaneità.
Protagonisti dello spettacolo, lo straordinario Giorgio Colangeli uno dei volti più noti del cinema e del teatro italiano contemporaneo e Anna Maria Achilli artista eclettica e versatile, autrice anche dei testi, in sintonia con i personaggi e con le drammatiche tematiche sociali che lo spettacolo affronta.
Le particolari improvvisazioni per pianoforte e sintetizzatori a cura di Alessandro Gwis musicista dal geniale talento, pianista del noto ensemble Aires Tango, profondo e raffinato sperimentatore della musica acustica ed elettronica, contribuiscono a rendere unica l’atmosfera della performance, arricchendola di emozione e pathos.
“I dati italiani sulla violenza verso le donne – spiega Paolo Dattilo responsabile del dipartimento di psicologia giuridica e sociale del Centro Studi Criminologici di Viterbo psicologo e psicoterapeuta che interverrà al dibattito che precede lo spettacolo – ci dicono che una donna su tre è stata vittima dell’aggressività di un uomo. Ogni anno vengono uccise in media 100 donne dal marito, dal fidanzato o da un ex. Lo sguardo furtivo e quasi predatorio di Atteone pone Diana dinanzi alla necessità di gestire il fallimento del Patto relazionale esistenziale, cioè del presupposto su cui si fonda il riconoscimento dell’alterità: io sono io – tu sei tu; io non sono te – tu non sei me. A violare il patto, ad ostacolare il riconoscimento dell’alterità, contribuiscono i pregiudizi culturali, i fattori contestuali come l’educazione, la società o l’economia, ma anche variabili di struttura psicologica, i cosiddetti disturbi di personalità. In questo quadro fallimentare, in cui prevale “l’incapacità relazionale”, il maschio ripiega su se stesso insieme a tutte le proprie virtù, mentre la femmina, nel tentativo difensivo di svirilizzarlo, è chiamata a identificarsi con l’aggressore perdendo in ciò le proprie grazie.” Prima dello spettacolo, sarà possibile assistere ad un dibattito sulla violenza alle donne a cura del Centro Studi Criminologici di Viterbo.
