Roma – Riceviamo e pubblichiamo – Si è concluso oggi 30 aprile 2015 a Roma il 121esimo consiglio nazionale della Fabi, principale sindacato dei bancari italiani.
Circa duemila i delegati sindacali sono arrivati nella capitale da tutta l’Italia per confrontarsi sull’ipotesi di contratto dei lavoratori bancari, siglata dai sindacati di categoria lo scorso 31 marzo.
Un momento di confronto e discussione importante, soprattutto in vista delle imminenti fusioni che interesseranno il settore, e che prelude all’inizio delle assemblee degli stessi lavoratori bancari, che partiranno dal 5 maggio e termineranno il 15 giugno.
Nei prossimi giorni, con le consultazioni che si svolgeranno in tutta Italia, i 309mila lavoratori bancari italiani dovranno decidere se approvare la bozza di contratto firmata dai sindacati.
Nel malaugurato caso vincessero i contrari, il contratto vigente sarà disapplicato.
Durante i lavori del consiglio nazionale della Fabi si è parlato proprio di contratto e ammortizzatori sociali, in un dibattito che ha coinvolto sindacato, ma anche rappresentanti delle banche e istituzioni, come il ministro del Lavoro Giuliano Poletti e il presidente del Casl (Commissione affari sindacali) Abi e di Mps Alessandro Profumo.
Argomenti centrali per affrontare l’imminente rivoluzione che toccherà da vicino il mondo delle banche, con la riforma delle banche popolari, da poco approvata, che porterà i maggiori istituti a fondersi e avrà inevitabili impatti sui lavoratori.
Parole di apprezzamento per il risultato raggiunto sono arrivate dal ministro Poletti e dall’economista Giulio Sapelli. “È un contratto che ha un quid d’innovazione e cambiamento”, ha dichiarato Poletti.
“Con questo contratto – ha rilevato l’economista Sapelli – si difendono i diritti dei lavoratori anche in caso di esternalizzazioni. È un accordo esemplare, un modello di sano riformismo”.
“Noi volevamo incidere sull’area contrattuale – ha ammesso Alessandro Profumo – mentre i sindacati volevano lasciarla immutata. Abbiamo deciso di lasciarla immutata a fronte di altri compromessi. Dopo la sigla del contratto, alle 7,30 di mattina ho incontrato una persona al bar che mi ha ringraziato di aver firmato l’accordo e lì mi sono detto: forse ho sbagliato”.
“La disapplicazione del contratto sarebbe stata una iattura. Abbiamo conservato Tfr, Edr, area contrattuale, gli esternalizzati possono mantenere il contratto dei bancari, i prepensionamenti rimarranno volontari. Con l’accordo di rinnovo siamo riusciti a dare delle risposte politiche ai problemi del settore, creando strumenti e condizioni per difendere l’occupazione per agire a tutela dei lavoratori in caso di banche profondamente in crisi – ha detto Lando Maria Sileoni, segretario generale della Fabi -. La fortissima risposta dei lavoratori manifestata sia attraverso lo sciopero sia attraverso le manifestazioni di piazza della categoria ci ha garantito forza politica e contrattuale, facendo recedere l’Abi da un’impostazione della vertenza tutta indirizzata a smantellare il contratto nazionale, sostituendolo con i contratti aziendali o di gruppo. La categoria è finalmente salva e al riparo anche da pericolose derive che si sarebbero create nelle prossime fusioni, in assenza di un contratto nazionale a tutela dei lavoratori”.
Il delegato viterbese Paolo Capotosti, tra gli altri, nel suo intervento, ha espresso apprezzamento per il lavoro svolto dalla segreteria nazionale ribadendo “la centralità del contratto nazionale come importante strumento per affrontare il futuro del settore valorizzando le fasi di mobilitazione a cui la categoria dei bancari ha risposto compatta”.
Al termine dei tre giorni di lavori la replica del segretario generale Lando Sileoni e la “mozione conclusiva” approvata all’unanimità da tutto il consiglio nazionale che, oltre ad esprimere solidarietà e cordoglio alle popolazioni del Nepal colpite gravemente dal recente sisma, anche con un sostegno tangibile all’iniziativa umanitaria assunta da Prosolidar, ha auspicato anche una positiva conclusione per il prossimo rinnovo del contratto nazionale delle banche di credito cooperativo ancora in attesa di soluzione.
Nella lunga replica finale Lando Sileoni ha puntualizzato come “Nessuno ha mai ottenuto niente senza un duro lavoro. Quella del rinnovo contrattuale e è stata una battaglia senza esclusione di colpi e ora la parola passa alle assemblee dei lavorotari che dovranno approvare l’ipotesi di accordo. Se il contratto non passerà la disapplicazione sarà automatica con gravi perdite economiche e normative per tutti i lavoratori. Noi, comunque, non lasceremo mai nessuno a piedi per strada”.
Scena finale: applausi scroscianti sulla colonna sonora della nuova canzone di Antonello Venditti “Cosa avevi in mente”.
Silvio Cappelli






