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“Abbattiamo il palazzo delle Poste e il Pilastro”

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Maurizio Federici

Maurizio Federici

Viterbo - Banca d'Italia

Viterbo – Banca d’Italia

Viterbo - Palazzo delle Corporazioni oggi Camera di commercio)

Viterbo – Palazzo delle Corporazioni oggi Camera di commercio

Viterbo - Istituto per ragionieri Costanzo Ciano oggi Itg Paolo Savi

Viterbo – Istituto per ragionieri Costanzo Ciano oggi Itg Paolo Savi

Viterbo - Palazzo della Gil oggi liceo classico Mariano Buratti

Viterbo – Palazzo della Gil oggi liceo classico Mariano Buratti

Viterbo - Via Guglielmo Marconi

Viterbo – Via Guglielmo Marconi

Viterbo - Via Ascenzi

Viterbo – Via Ascenzi

Viterbo - Quartiere popolare Carnevalini oggi Pilastro)

Viterbo – Quartiere popolare Carnevalini oggi Pilastro

Viterbo - Palazzo delle Poste

Viterbo – Palazzo delle Poste

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Quasi animata da furia iconoclasta, stato d’animo sparito dall’Occidente e che immaginavamo essere relegato su altre sponde del Mediterraneo in attesa di essere seppellito per sempre, la presidenta della camera dei deputati (come ama essere definita) Laura Boldrini sembra quasi voler prendere esempio dalle gesta folli dell’Isis per esprimere una ferrea volontà, neanche tanto celata, di distruggere una parte importante del nostro passato, a cominciare dall’abbattimento dell’Obelisco del Foro Italico in Roma.

Lungi da noi la benché minima intenzione di mancar di rispetto alla terza carica dello Stato Italiano, stamane abbiamo pensato di facilitarle il lavoro per ciò che concerne Viterbo, segnalandole i possibili obiettivi nella città (gallery).

Potremmo cominciare con l’abbattimento del palazzo delle Poste o con la sede di Viterbo della Banca d’Italia, ad esempio.

Proseguendo con il palazzo delle corporazioni (oggi Camera di commercio) piuttosto che con il palazzo della Gil (oggi sede del liceo classico M.Buratti).

Perché invece non iniziare da via Marconi o da via Ascenzi, o magari dall’istituto per ragionieri Galeazzo Ciano (oggi Paolo Savi), costruito durante il bieco Ventennio così come il 45% di tutti gli istituti della Provincia?

O magari dal quartiere popolare Carnevalini (comunemente conosciuto come Pilastro) o dalle bifamiliari costruite per i ferrovieri come quella in cui io sono nato?

E già che ci siamo abbattiamo anche il quartiere di S.Pellegrino, che essendo un quartiere medioevale è stato costruito prima che l’Illuminismo ci “illuminasse”.

Ma sì, radiamo al suolo tutto.

Non verseremmo invece neanche una goccia di sudore nell’intento di distruggere le “opere” del Regime odierno: esso sta facendo egregiamente tutto da solo.

Ventiquattr’ore di silenzio della Boldrini sarebbero sufficienti invece a rinfrancar lo spirito.

Maurizio Federici
presidente onorario dell’Unione della Tuscia per la sovranità
già  consigliere comunale a Viterbo


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