Viterbo – Mancava solo lei: la Corte dei conti.
Ugo Gigli annuncia l’esposto anche alla magistratura contabile, per le vicende riguardanti il suolicenziamento dall’Ater.
Con la lettera alla Regione Lazio, inoltrata a il 31 marzo, l’ex direttore generale dell’ente di via Garbini chiede la revoca degli atti all’origine della sua “cacciata”: la nota della direzione regionale Infrastrutture, ambiente e politiche abitative, l’altra nota della direzione regionale Risorse umane e il provvedimento del commissario straordinario Ater Pierluigi Bianchi, basato sulle prime due.
La richiesta arriva dopo la pronuncia del tribunale civile sul suo provvedimento d’urgenza per il reintegro al lavoro. Ricorso respinto, ma solo quanto all’urgenza, perché per il resto, il giudice “ha pienamente riconosciuto nel merito la fondatezza dell’impugnazione e dunque l’illegittimità della rimozione” dall’incarico, come fa notare l’avvocato di Gigli, Giorgio D’Alessio, nella lettera alla Regione. In poche parole: non c’è urgenza affinché Gigli torni al suo posto. Ma non poteva essere rimosso.
E allora, si legge nella lettera, data la “palese illegittimità della condotta del commissario straordinario dell’Ater di Viterbo e della Regione Lazio” e “considerati i profili di responsabilità contabile derivanti dal perdurare di tale condotta”, Gigli chiede la revoca di tutti i documenti che hanno portato alla sua defenestrazione.
E l’avvocato conclude: “Il dottor Gigli intende provvedere a rappresentare i fatti alla competente procura regionale della Corte dei conti, affinché vengano individuati e perseguiti i responsabili dei danni erariali provocati dal persistere delle condotte illegittime denunciate”.
