Viterbo – “Battistoni spacca Forza Italia, noi rimaniamo attaccati alla gente”.
Per Francesco Aracri, c’è chi in Forza Italia lavora per l’unità e chi, invece, porta avanti guerre contro tutti e continua, da tempo, a spaccare il partito. Il senatore forzista non si nasconde dietro a espressioni generiche e non ha problemi a fare il nome di chi, per lui, non fa che minare questa coesione, ossia Francesco Battistoni.
Partecipazione, dialogo e confronto sono, per Aracri, parole che Battistoni non conosce al contrario di lui che sta lavorando, insieme alla sua squadra, per far rinascere un centrodestra anche nella Tuscia, in cui ci si prepara alle provinciali con la scelta, condivisa democraticamente, di Fabio Bartolacci.
“La situazione politica di Forza Italia – dice Aracri -, inserita nel casino generale dell’Italia, non è delle migliori. Noi cerchiamo di portare avanti un confronto su tutto il territorio. Nel Lazio, sono uno dei pochi nel partito, ad avere truppe schierate da Rieti a Nettuno, passando per Roma e provincia, il Frusinate e Latina. Una presenza fatta di iniziative e dialogo con le persone. Non mi interessa la filosofia del “viva Nicola, abbasso Pasquale”, per favorire cioè personalismi. La politica, nella mia ottica, è qualcosa che viene fatta a sostegno di un progetto”.
L’azione di Aracri non esclude naturalmente la Tuscia. “Nel caso specifico del Viterbese, abbiamo fatto manifestazioni in cui, come sono solito fare, ho invitato tutti e incontrato gli amici. Ascolto e partecipazione sono alla base del mio modo di agire, perché ho chiaro in mente che, in questo disastro, l’elettore si sente abbandonato e sbandato. Dal 2000, il mio numero di cellulare è sempre lo stesso, proprio perché non sono di quelle persone che lo cambiano per rendersi irreperibili. Non sono un prodotto del salotto, ma batto il marciapiede, nel senso politico del termine, perché mi hanno insegnato che la politica è fatta di dialogo. E nella Tuscia abbiamo provato a mettere in piedi tutto ciò”.
C’è chi, però, per il senatore, rema contro. “Registro comportamenti assolutamente scorretti di Francesco Battistoni. Noi organizziamo le iniziative e lui, invece, si attacca al telefono per non farci venire la gente. Non rappresenta niente e nessuno sul territorio. Sono abbastanza conosciuto per essere una persona che ama mettersi attorno a un tavolo a parlare, lui, invece, va invocando le dimissioni dei due commissari, nominati, peraltro, da Berlusconi, e, nei mesi scorsi, se non ricordo male, ha fatto anche delle aperture al Pd. E’ un film che sta diventando antipatico. Noi rimaniamo attaccati alla gente e al territorio, gli altri facciano quello che vogliono”.
Il dibattito intorno a Palazzo Gentili ancora non si è placato. Anzi, sembra di assistere a un “tutti contro tutti”, in cui a farla da padrona sono le spaccature. “Abbiamo fatto una lista aperta per le provinciali, chiamando a raccolta tutti coloro che avevano voglia di partecipare, per creare un fronte di centrodestra coeso. Per quanto riguarda la candidatura alle provinciali di Fabio Bartolacci, non l’ho scelta io, ma i consigli comunali che hanno dato ampia indicazione sul sindaco di Tuscania. Se questo dà fastidio a Battistoni, per me, farebbe meglio a rendersi conto che esiste il gioco della democrazia, del confronto e del consenso. C’è chi rappresenta il consenso vero e chi, a fatica, rappresenta solo sé stesso. Un ragionamento talmente semplice da apparire quasi banale. Il partito deve interpretare i bisogni, le ansie e i problemi del territorio, non serve per altro”.
Critiche o no, Battistoni è comunque il vicecoordinatore regionale del partito. “E’ stato nominato senza nessuna logica, forse perché lo ha chiesto Antonio Tajani e non di certo il territorio. Non so darmi altra spiegazione. Nella mia concezione, il partito è aperto a tutte le anime, che possono non pensarla allo stesso modo, ma è l’obiettivo da raggiungere che è lo stesso. L’azione politica implica un impegno serio e gli atteggiamenti sopra le righe di Battistoni o le sue affermazioni strampalate nei confronti del centrosinistra non c’entrano nulla con Forza Italia. La gente ha ben altro tipo di problemi rispetto a certe polemiche. Mi chiedo quali siano state le iniziative da lui organizzate e non nell’ultimo mese, ma addirittura nell’ultimo anno. Se la domanda, al contrario, venisse fatta a me, saprei bene cosa rispondere, perché c’è una lista di cose, idee e proposte che abbiamo fatto. Battistoni ha da sempre spaccato il partito, al contrario di chi, richiama continuamente all’unità per ripartire. Urbanetti, Ubertini e Marini sono persone che stanno sul territorio e che tutti i giorni ci mettono la faccia. Vengono dal mondo del lavoro e sacrificano il proprio tempo libero e la famiglia per dedicarsi alla politica”.
Aracri pensa che, pur con una nuova veste, il centrodestra potrà riconquistare l’appeal nei confronti dell’elettorato. “E’ finita un’epoca – conclude il senatore – e il centrodestra non sarà più lo stesso. Si dovrà ripartire da ciò che già esiste per rigenerare, tenendo conto che nell’Ncd, una parte sta con Renzi, mentre l’altra non viene votata nemmeno dai parenti e per quanto riguarda i fratellini mi pare che, senza il simbolo di An, oltre a un certo limite, non riescano ad andare. Bisogna, dunque, rimettere insieme tutti quelli che hanno voglia di rifare il centrodestra, a partire da quelle che sono le nostre idee forza che in parte abbiamo già fatto quando governavamo e che ora dobbiamo portare a termine”.
Pippi
