Viterbo – Fermare la strage. Subito. L’Arci, Cgil e Tavolo per la pace ieri in piazza davanti alla prefettura, per tentare di fermare le stragi in mare (fotocronaca – slide).
“In una settimana più di mille morti in due stragi annunciate – spiega Marco Trulli dell’Arci – . Stragi che hanno responsabilità precise: le scelte politiche e le leggi dei governi dell’Ue (compreso quello italiano) che consegnano le persone in cerca di protezione nelle mani dei mercanti di morte. Aumentando controlli e mezzi per pattugliare le frontiere non si fermeranno le stragi come dimostra quest’ultima tragedia, in cui i morti potrebbero addirittura essere 900, avvenuta a poche ore da quella che ha portato a morire altre 400 persone. Chi scappa per salvare la propria vita e quella dei suoi cari non si ferma davanti al rischio di morire in mare. Non c’è più tempo da perdere.Si aprano subito vie d’accesso legali, canali umanitari, unico modo per evitare i viaggi della morte”.
Ieri pomeriggio un presidio di alcune decine di persone ha manifestato davanti alla prefettura in piazza del comune.
“Il governo italiano, in attesa che sia la Ue a farsene carico, – viene spiegato in un documento dell’Arci – riattivi subito un programma di ricerca e salvataggio in tutta l’area del Mediterraneo. Chieda contemporaneamente all’Ue di farsi carico di un programma di ricerca e salvataggio europeo. Si sospenda il regolamento Dublino e si consenta alle persone tratte in salvo di scegliere il Paese dove andare sostenendo economicamente con un fondo europeo ad hoc l’accoglienza in quei Paesi sulla base della distribuzione dei profughi. Questi morti non consentono a nessuno di perdere tempo e continuare a pronunciare parole vuote. Sono persone in carne e ossa. E invece sembrano fantasmi”.
La mobilitazione di Viterbo è avvenuta in contemporanea con quelle di tutta Italia.
Una delegazione dei manifestanti ieri pomeriggio è stata accolta dal viceprefetto, Andrea Nino Caputo, nel palazzo del governo.
L’incontro, durato una trentina di minuti.
“A Viterbo stiamo facendo il possibile affinché queste tragiche esperienze si trasformino in opportunità, perché questa è l’ambizione di una nazione civile – ha detto il viceprefetto -. Stiamo fronteggiando una situazione molto difficile, acuita dal pregiudizio delle comunità locali e di molti amministratori, dalle preoccupazioni dei cittadini, degli operatori e dell’uomo della strada. Nel 2014 sono stati oltre mille i richiedenti asilo politico nel nostro territorio. è importante fronteggiare questo problema perché quando si chiede asilo politico si sta chiedendo un aiuto perché si viene da una situazione ai limiti della sopportazione”.
L’Arci, dal canto suo, ha ribadito la richiesta di un intervento immediato affiché si evitino i viaggi della morte perché “chi scappa per salvare la propria vita e quella dei suoi cari non si ferma davanti al rischio di morire”.
“Si inizi a parlare di persone e non più di numeri”, il messaggio del presidente dell’Arci di Viterbo, Marco Trulli, che ha sottolineato l’importanza dell’incontro che ha puntato i riflettori sul tema dell’accoglienza.







