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Mille candele per le vittime del Mediterraneo

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Vetralla - Mille candele per le 700 vittime nel Mar Mediteranneo

Vetralla – Mille candele per le 700 vittime nel Mar Mediteranneo

Vetralla - Mille candele per le 700 vittime nel Mar Mediteranneo

Vetralla – Mille candele per le 700 vittime nel Mar Mediteranneo

Vetralla – Riceviamo e pubblichiamo – Abbiamo scelto di non restare in silenzio, di non rimanere indifferenti, alle oltre 700 vittime nel Mar Mediteranneo, che in questi giorni hanno sottolineato ancora una volta, e sempre più in maniera indelebile, come i nostri mari siano diventati cimiteri per tutte e tutti coloro che fuggono dalla guerra, dalla violenza, dalla miseria e dalla fame, in cerca di una terra dove vivere, a volte anche solo sopravvivere.

Ieri sera, qui a Vetralla, abbiamo acceso 1000 candele, per ricordarli, condividere il dolore, esprimere la sofferenza, lo sgomento, e anche la paura di tutta la nostra insufficienza.

Troppe volte la politica, nazionale ma anche locale, parla dei migranti come clandestini, delinquenti, ladri e parassiti, troppe poche volte li considera persone prima di tutto. O ancora bambini e bambine che un giorno diventeranno persone, con i propri desideri, sogni, paure, incertezze.

Quei morti sono prima di tutto quello: persone con la propria vita, come quella di tutti noi. Anzi, probabilmente molto peggiore, tanto da dovere scappare e allontanarsi dagli affetti, dalla propria terra e dai propri cari.

Sarebbe un ragionamento tacciabile di “€œbuonismo”€ se non sapessimo stare nelle contraddizioni della nostra società, in quelle che fanno dire a un disoccupato o ad un precario che sono loro a “€œrubarci il lavoro”€, e che “€œgli italiani vengono prima”€.

Lo sappiamo, sappiamo e capiamo anche che questi slogan facciano breccia su chi ingiustamente in questo Paese stenta a campare. Ma sappiamo anche che il compito della politica è un altro. Non è quello di strumentalizzare la povertà per accaparrare qualche in voto in più, ma quello di trovare soluzioni. 

E la soluzione non è certo militarizzare le coste (solo il 20% degli immigrati arriva via mare) o lasciare che vengano torturati o uccisi nel proprio Paese. Si potrebbe invece pensare ad aprire dei corridoi umanitari europei e chiedere all’Europa di farsi carico di tutte e tutti, ogni Paese, nessuno escluso.

Per questo, proprio perché anche qui vogliamo essere parte di un percorso di accoglienza, proporremo all’amministrazione vetrallese di impegnarsi, affinché anche Vetralla entri nella rete viterbese di accoglienza dei migranti e si faccia carico, d’accordo con Regione e Prefettura, di ospitare chi fugge, lotta, cerca la vita.

Perché la vita è la cosa più importante da tutelare: la nostra, come quella degli altri.

Sinistra ecologia libertà Vetralla


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