Viterbo – (p.p.) – “Non voglio giocare con le figurine”.
A volte ritornano ed è così che Attilio Gregori fa il suo rientro sulla panchina gialloblù dopo il suo esonero di inizio campionato quando, a ottobre, venne sostituito da Fabrizio Ferazzoli.
Ora prende il posto di Maurizio Ianni, esonerato dopo la cocente la sconfitta di ieri contro l’Ostia mare, primo vero banco di prova in chiave playoff. Al di là del risultato, favorevole ai romani, i gialloblù si sono mostrati imprecisi, poco brillanti e sono scesi in campo senza anima.
Troppo per la società, guidata da Vincenzo Camilli che, subito dopo il match, ha detto di voler lasciare la presidenza. “Stiamo lottando per portare la Viterbese nel calcio serio, intorno, però, c’è troppa indifferenza. Ci siamo annoiati di questa situazione e così, dopo aver chiuso la stagione dignitosamente, ce ne andremo”.
Ci penserà, duqnue, Gregori a cambiare le carte in tavola. Il mister chiede ai suoi non tanto ottime prestazioni, ma il risultato, fatto anche di una sola rete. L’obiettivo è consolidare il secondo posto e a conquistare il titolo per la Lega pro.
“Io da solo non posso fare niente – esordisce Gregori – e i giocatori dovranno aiutarmi. Dalla quinta giornata non ho più seguito la Viterbese e, quindi, non entro nel merito del lavoro degli altri. Adesso, in fretta, dobbiamo capire come far esprimere il potenziale della squadra. Non vogliamo giocare a figurine. C’è da mettere subito a posto qualcosa a livello mentale, poi trasferire tutte le energie in campo e trovare un equilibrio, che è fondamentale”.
Gregori è il quarto allenatore gialloblù dall’inizio della stagione. “Dobbiamo capire il modo in cui stare in campo, perché i moduli li fanno i giocatori e noi, come allenatori, dobbiamo metterli nelle condizioni di esprimersi al meglio. Abbiamo tante soluzioni in attacco, con una o una mezza punta, possiamo sfruttare gli esterni. Tra tutto, però, è necessario controllare le fasi di possesso e quelle di non possesso palla. Ci sono partite che vanno vinte con intelligenza. La Viterbese è sopra a tutti, dal punto di vista dei nomi, ma è poi il campo a decidere ogni cosa e quindi dobbiamo trovare le condizioni per aumentare motivazione e la furia agonistica. La voglia di fare perché la squadra ha ancora da dire qualcosa. Basta giocare con l’album delle figurine. Al di là dell’aspetto fisico, infatti, c’è più da concentrarsi sul quello psicologico e mentale. Qui si è chiamati per vincere e non ci sono altre strade. Dobbiamo arrivare come migliore seconda“.
Il mister non vuole sprecare un secondo. “Il tempo per capire come muoverci è poco, ma troveremo presto la formazione più pronta per affrontare queste cinque partite. La sosta delle feste viene a pennello, perché dopo questa pausa utile a studiarci, ripartiremo per non deludere nemmeno le aspettative della società che sta lottando per fare bene”.
Gregori sa come muoversi. “Conta l’obiettivo e non il modo con cui si raggiunge. Ogni giocatore deve fornire una soluzione perché dobbiamo finire non bene, ma benissimo. Non voglio partite divertenti, a me piace vincere a ogni costo. Quando la squadra non offrirà prestazioni dignitose, l’errore sarà solo mio.
Nel calcio, contano i numeri e le squadre che prendono meno gol, non quelle che ne fanno di più. Non divertiremo, ma cercheremo di fare il risultato vincendo anche solo uno a zero e giocando la partita più brutta della storia. Abbiamo tutto per raggiungere i traguardi, giocatori, una società solida e la struttura adeguata. L’unica pecca è il poco pubblico e, mi dispiace, perché il sostegno della tifoseria aiuta a vincere. Faremo in modo di sopperire anche a questo”.
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