Viterbo – (g.f.) – Chi non vota Fabio Bartolacci è fuori dal centrodestra. E per coerenza, dovrebbe lasciare il partito. Forza Italia, Ncd o FdI che sia.
O magari che siano le stesse formazioni politiche a metterlo alla porta.
Elezioni provinciali, tocca al centrodestra presentare lista e candidato.
A Bartolacci e agli esponenti coinvolti, il compito di chiarire chiarire “l’incidente politico” di Battistoni e la sua lista. Concorrenza casalinga.
Sergio Caci, sindaco di Montalto di Castro e Laura Allegrini, consigliera provinciale, non ci girano troppo intorno.
“Chi pubblicamente dichiara di non voler votare il candidato di centrodestra, se è iscritto al partito, dovrebbe essere cacciato – spiega Caci – o dovrebbe lasciare per coerenza”.
Linea che piace ad Allegrini: “Le segreterie si sono riunite, è stata predisposta una lista, abbiamo un candidato. Si è tentato in tutti i modi di coinvolgere anche chi voleva rimanere fuori”.
Senza successo. C’è la lista con fra gli altri Camilli e Aquilani. Ispirata, voluta, si dice da Battistoni. Forza Italia (forse).
“Il centrodestra unito è qui – incalza Allegrini – gli altri devono capire che non è questo il momento di contarsi o dei congressi.
Chi dichiara di non votare Bartolacci va messo fuori dal rispettivo partito”.
La lista “Battistoni” è diversa dalla seconda a sostegno dell’altro candidato, Mazzola, nel centrosinistra: “Il tentativo di Fioroni – continua Allegrini – è di portare qualcosa in più rispetto alla loro area politica.
Qui invece, si prendono pezzi per portarli via.
Spiace che non abbiano capito come non sia questo il momento di contarsi. Non si va molto lontani”.
Giocano a dividere, sostengono e non presentano un loro candidato alla presidenza. Ragioni politiche o matematiche?
“La candidatura – osserva Sergio Caci – deve essere sostenuta da circa 130 consiglieri. Chi non ha un candidato presidente, non ha avuto la forza di raccogliere firme. Noi di sicuro partiamo già con 130 persone che hanno voluto Bartolacci”.
E per il candidato alla presidenza il lavoro portato avanti è buono.
“In lista c’è un alto numero di sindaci – spiega Bartolacci – consiglieri provinciali uscenti e comunali, rappresenta tutto il territorio. Non è un punto d’arrivo, ma di partenza.
E’ la nuova casa comune del centrodestra, che parte dal territorio”.
Ricucire con i “dissidenti” non è stato possibile.
“Sembrava che il problema fossimo io e Urbanetti – ricorda Claudio Ubertini (FI) – eravamo disposti a fare un passo indietro, ma non bastava nemmeno questo”.
E’ andata così. E da Fratelli d’Italia Giuseppe Talucci Peruzzi, assessore provinciale, spiega che il suo partito non condivide la legge che ha istituito le province organi elettivi di secondo livello, ma la legge è legge e si rispetta.
Quindi partecipano: “Come ci viene imposto dal governo”. Quella del centrodestra, lista e candidato presidente, per Urbanetti (FI) è un’esperienza bella seppure difficile. “Un peccato non essere riusciti a coinvolgere tutti – osserva Urbanetti – purtroppo altri pensano ai congressi, noi ragioniamo per il gruppo. Ci battiamo per cambiare”.
Mentre per la provincia non prevede un futuro roseo, Cuzzoli (Ncd): “Senza più fondi, il riferimento diventerà la regione, immagino cosa potrà essere,se pure per un sindaco è difficile avere rapporti con l’ente.
Immaginiamoci per i cittadini”.




