Viterbo – (g.f.) – Cimitero di Grotte Santo Stefano: “Il comune dovrà pagare il risarcimento spese alla Silve che ha presentato il progetto e mi auguro che non si sia pure altro da sborsare”.
La decadenza dell’interesse pubblico per l’ampliamento del cimitero arriva domani in consiglio comunale, ma dall’opposizione Giulio Marini (FI) bacchetta l’amministrazione Michelini: “Hanno perso tempo e ora chiedono d’approvare la delibera, sostenendo di stare tranquilli.
Rispetto a cosa? Sappiamo già il Tar, cui si è rivolta l’azienda che ha partecipato al bando, come si esprimerà?”.
In commissione la delibera è passata col no dell’opposizione e sembra destinata a stessa sorte in consiglio.
“Se si fossero fermati in tempo e lavorato – incalza Marini – oggi non ci troveremmo in questa situazione. In commissione ci hanno spiegato come dall’approvazione di questo atto i consiglieri non avranno ripercussioni. Mi pare che sia una tesi discutibile.
In passato, a fronte di provvedimenti su cui c’era ogni tipo di parere e rassicurazione, ci sono state conseguenze. Mi riferisco al Cev e a due consiglieri, che oggi rischiano la decadenza per vicende del passato”.
Secondo Marini l’amministrazione avrebbe dovuto revocare l’interesse pubblico, non affidando più a privati l’ampliamento del cimitero, per tempo e non quando il bando di gara era partito.
Con la ditta partecipante che ha fatto ricorso al Tar.
Marini conosce bene la vicenda. Tutto è partito sotto la sua amministrazione.
“Non c’erano soldi – ricorda Marini – quindi ricorremmo al project financing per ampliare il cimitero di Grotte, visto che come strumento non era conteggiato nel patto di stabilità”.
All’epoca era conveniente, poi il comune, con Michelini, ha ritenuto più utile procedere diversamente.
“All’epoca le cifre erano diverse – insiste Marini – certo, nel frattempo sono passati anni. Magari se ne facciamo passare altri tre o quattro, avremo ancora un’altra situazione”.
Non ci sono decisioni giuste o sbagliate. Piuttosto, decisioni tempestive o tardive.
“L’amministrazione Michelini non fa nulla – continua Marini – decorrono i tempi del project financing e parte la gara, come vuole la legge.
Il proponente acquisisce un diritto e tutto d’un tratto, a gara aperta, per effetto di un esposto arrivato da un cittadino, l’amministrazione ci ripensa.
Ci spiegano che i numeri sono cambiati, le cremazioni aumentate e conviene di più al Comune realizzare le opere in proprio”.
Il privato si rivolge al Tar e i giudici ultimamente hanno sollecitato il comune a esprimersi. “Da tempo chiediamo di discutere in consiglio comunale della vicenda. Ci hanno sempre detto di no.
Invece il pronunciamento del consiglio in cui si chiarisce il cambiamento delle condizioni, serve. Ce lo hanno chiesto pure i giudici”.
Se ne discute giovedì.
“E’ una vicenda dove è prevalsa la disattenzione. Da fine 2013 siamo arrivati al 2015. Se si voleva agire in modo diverso, andava deciso per tempo.
Oltretutto, l’impresa che ha partecipato, la Silve, è la stessa che oggi gestisce i cimiteri cittadini e nel 2017 scadrà il contratto.
Per l’epoca ci saranno nove operai da ricollocare”.
