Bomarzo – Riceviamo e pubblichiamo – Siamo amanti degli animali e possediamo anche noi dei cani, per cui possiamo comprendere il dispiacere di alcuni visitatori nell’apprendere di non poterli portare con loro in occasione di gite e vacanze.
Il divieto purtroppo sorge dall’impossibilità, per la vastità dell’area occupata dal parco, di tenere costantemente sotto controllo, non il comportamento degli animali, ma quello dei loro padroni.
Di recente ci siamo addirittura dovuti difendere da aspre critiche perché dei bambini, immaginiamo accompagnati all’interno del giardino da adulti, sono stati visti salire sulle statue come fossero stati a Gardaland.
Nonostante la presenza, all’interno del parco, di guardie giurate che, spesso, richiamano i visitatori meno attenti e raccolgono carte da terra, non possiamo essere presenti ovunque e nello stesso momento, né è possibile dotare le statue di sistemi di allarme, come avviene nei musei, per preservare le opere d’arte.
Vorremmo credere nel comportamento corretto di tutti, che siano essi proprietari di animali o meno, ma basta camminare per le vie delle nostre città per accorgerci di quanta poca attenzione ci sia per l’ambiente.
Se facessimo entrare gli animali all’interno del parco saremmo subissati dalle lamentele di chi si dovesse ritrovare a pestare escrementi sfuggiti al controllo di padroni distratti o a chi sentisse odore di urina all’interno della Bocca dell’inferno o della Casa pendente.
E sinceramente non potremmo dar loro torto.
D’altra parte la stessa Corte di Cassazione con la recente sentenza n° 7082 del 18.02.15 ha ritenuto presente l’elemento oggettivo di cui all’art. 639 c.p. (imbrattamento e deturpamento di cose altrui) nell’urinare dell’animale sui muri di edifici di valore storico artistico, “essendo irrilevante che l’alterazione sia temporanea o superficiale e che la cosa possa essere facilmente reintegrabile nel suo aspetto originario”.
Per chi comunque non abbia difficoltà a lasciare i propri animali per il tempo della visita, abbiamo creato strutture recintate in una zona adiacente l’ingresso al parco.
Siamo sicuri che gli amanti dell’arte ben riescano a comprendere la differenza che esiste fra un museo, seppure all’aperto, e un parco pubblico in cui, normalmente, non vi sono esigenze di tutela del patrimonio artistico.
Dispiaciuti per non aver potuto accogliere quanti sono giunti con animali al seguito, speriamo che gli stessi possano comprendere le nostre motivazioni.
Per completezza segnaliamo alcuni dei molti luoghi in cui sono in vigore analoghi divieti:
Parco Regionale del Serio, Bergamo
Villa Ghirlandaia, Cinisello Balsamo, Milano
Parco Regionale “ La Mandria” Venaria Reale, Torino
Parco del Gran Paradiso, Valle D’Aosta
Parco Nazionale d’Abruzzo
Parco dei Monti Sibillini, Marche e Umbria
Parco Regionale della Maremma, Toscana
Giardino di Boboli, Firenze
Orto Botanico, Bologna
Grazie per la possibilità dataci di chiarire il nostro punto di vista
I gestori del Parco dei mostri di Bomarzo
Famiglia Bettini





