Viterbo – Sulla family viterbese, il Riesame si riserva.
Dopo l’udienza di ieri mattina, a Roma, i giudici hanno preso tempo sulle richieste della banda dei furti in auto e negozi.
La difesa di Mauro Denocenti, l’ultimo a finire a Mammagialla dopo essersi consegnato alla polizia, ritiene che il 36enne non fosse neppure a Viterbo l’11 dicembre scorso. Quel giorno, una donna si recò in questura per denunciare il furto della sua borsa. Dentro, oltre a occhiali, portafogli con i documenti e altri effetti personali, c’erano 1500 euro e due carte bancomat, prosciugate per più di 700 euro, subito dopo il furto.
La donna avrebbe riconosciuto Denocenti e il più giovane degli arrestati, il 27enne Cristopher Espositi. Almeno il secondo sarebbe stato ripreso dalle telecamere di sorveglianza dove è stato fatto il prelievo al bancomat rubato. Ma l’avvocato di Denocenti, Franco Taurchini, insinua dubbi su quel riconoscimento di sfuggita, al posto di guida di una Fiat Punto.
Quanto agli altri cinque, per le due donne con figli piccoli è stata nuovamente presentata la richiesta di sostituire il carcere con i domiciliari, già avanzata al gip del tribunale di Viterbo che l’ha respinta. Per gli uomini, invece, l’avvocato Remigio Sicilia ha insistito sull’insussistenza delle esigenze di custodia cautelare.
L’operazione della squadra mobile di Fabio Zampaglione è scattata all’alba del 25 marzo (video – fotocronaca – slide). Obiettivo: sgominare un gruppo specializzato in furti di ogni genere e composto da persone imparentate tra loro. Alcuni anche con tre o quattro pagine di precedenti penali.



