Viterbo – Nonostante tutto, San Pellegrino in Fiore. Nonostante la crisi, nonostante i soldi, che sono sempre meno.
Nonostante tutto, va in scena l’edizione numero ventinove della manifestazione nel quartiere medioevale di Viterbo.
Con il comune che mette sul piatto per l’iniziativa 35mila euro, il quaranta per cento in meno rispetto allo scorso anno.
Più diecimila 10mila euro da parte della regione. Complessivamente costerà sessantamila euro. Centesimo più, centesimo meno.
Appuntamento dal 30 aprile al tre maggio.
La speranza del sindaco Michelini è che per il trentesimo, si faccia sentire meno la crisi e di conseguenza si possa investire di più nell’iniziativa: “Che apre la stagione d’iniziative per Viterbo, dopo l’esordio di Antiquaria, che ha riportato visitatori in centro – dice il sindaco Michelini – la ventinovesima edizione con tutti i sacrifici si riesce a fare.
Sarà all’altezza se non migliore delle precedenti”.
Intanto è aumentato il numero di vivaisti. “Una quarantina – ricorda Michelini – in arrivo da diverse regioni.
San Pellegrino in Fiore, fra tutte le iniziative simili, è la più originale. Di solito si svolgono in giardini, questa è nel centro storico”.
L’edizione numero 29 allarga i confini della manifestazione.
“L’inaugurazione – anticipa il sindaco – stavolta parte da piazza del Teatro, quindi si passa a corso Italia, poi piazza delle Erbe, dove è previsto un allestimento a cura di giovani architetti, con il sostegno di Schenardi”.
Michelini non conosce gli allestimenti e il colpo d’occhio. Effetto sorpresa.
Come sempre la camera di commercio si occuperà di piazza san Carluccio: “Oltre a mostre e degustazioni – spiega il direttore Monzillo – un piccolo spaccato della Tuscia viterbese”.
Giuseppe Ferlicca


