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Il deserto di San Pellegrino in fiore

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San Pellegrino in Fiore 2015

San Pellegrino in Fiore 2015

San Pellegrino in Fiore 2015

San Pellegrino in Fiore 2015

San Pellegrino in Fiore 2015

San Pellegrino in Fiore 2015

San Pellegrino in Fiore 2015

San Pellegrino in Fiore 2015

San Pellegrino in Fiore 2015 - Piazza San Carluccio

San Pellegrino in Fiore 2015 – Piazza San Carluccio 

San Pellegrino in Fiore 2015 - Piazza San Pellegrino

San Pellegrino in Fiore 2015 – Piazza San Pellegrino 

San Pellegrino in Fiore 2015 - Piazza San Lorenzo

San Pellegrino in Fiore 2015 – Piazza San Lorenzo 

Viterbo –  L’essenziale. E anche meno. San Pellegrino in fiore edizione numero 29, si parte.

Fino al 3 maggio, la manifestazione nel quartiere medioevale, con diramazioni in altre parti del centro storico (fotocronacaslide).

Non a caso il corteo per l’inaugurazione nel pomeriggio è partito da piazza Verdi e il taglio del nastro, solo virtuale, a piazza delle Erbe.

Anche se non si è capito bene il perché.

Da piazza del Teatro bisogna arrivare a piazza del Comune per vedere i primi fiori, o meglio, prati e alberi.

Lungo corso Italia è il deserto. Nemmeno un petalo o un filo d’erba incolto. Niente.

Ben oltre l’essenziale. A piazza delle Erbe il sindaco Leonardo Michelini aveva anticipato un’installazione realizzata da giovani architetti.

Innovativa e futuristica. Talmente futuristica che nemmeno c’è. Arriverà in futuro. Magari per la trentesima edizione.

C’è però il sindaco Michelini insieme a qualche assessore e consigliere comunale.

Al primo cittadino passano il microfono per parlare. Preferisce aspettare. “Vediamo prima le installazioni”.

Saggia decisione. Peccato che Michelini vada di fretta, deve partire per Milano, destinazione Expo.

Non si è perso molto. Zero idee. Pratini e alberi come se piovesse. Essenziale, ben oltre l’essenziale.

A piazza san Lorenzo, come a piazza san Pellegrino.

E poi esposizione e vendita. Tanta vendita. Su tutta piazza del Gesù, su via san Lorenzo e altrove.

A piazza san Lorenzo c’è anche un drago. Non si sa bene cosa c’entri. Meno male che non sputa fuoco.

In una generale mediocrità, spiccano lo scorcio a piazza Scacciaricci  e l’allestimento a piazza san Carluccio, promosso quest’ultimo dalla Camera di commercio.

Evviva. Finalmente un’idea, una creazione artistica.

Come dovrebbe essere San Pellegrino in fiore. Non un grande mercato florovivaistico. Che avrebbe la sua dignità comunque.

Basterebbe solo chiamare le cose col loro nome. 

Un vero peccato, perché anche così la parte antica della città ha il suo fascino, i fiori ben si sposano con gli scorci e le piazze di Viterbo. Ben prima dell’inaugurazione diversi turisti curiosavano fra gli allestimenti.

Solo che le idee vanno coltivate. Altrimenti appassiscono. E stavolta siamo in pieno deserto.

Giuseppe Ferlicca


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