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Spese pazze, Battistoni archiviato

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Francesco Battistoni

Francesco Battistoni

Viterbo – Che fosse uscito pulito dalla vicenda ‘spese pazze’ si sapeva già dal dicembre 2013: Francesco Battistoni non era tra gli indagati cui la procura di Roma aveva inviato l’avviso di chiusura dell’inchiesta.

Ora, il sigillo ufficiale: la posizione del vicecoordinatore regionale Pdl è stata archiviata, insieme a quella di altre otto persone, di cui cinque ex consiglieri regionali: Chiara Colosimo, Giancarlo Miele, Andrea Bernaudo, Annalisa D’Aguanno e Pier Ernesto Irmici.

L’ipotesi di reato era peculato, in relazione al presunto sperpero dei fondi del gruppo regionale Pdl da parte dei consiglieri. A instillare il sospetto negli inquirenti, era stato l’ex capogruppo Pdl Franco Fiorito, trascinato per primo in procura per il milione e 300mila euro di fondi regionali volati via tra viaggi, cene di lusso e automobili (vicenda per la quale Fiorito è stato condannato a tre anni e quattro mesi).

Fiorito si difese col metodo “così fan tutti”, lanciando ai colleghi del gruppo presieduto dal suo successore Battistoni le stesse accuse che la procura di Roma rivolgeva a lui.

Il risultato, dopo due anni, è un’archiviazione di massa, accogliendo la richiesta del pm Alberto Pioletti. Per Battistoni, assistito dall’avvocato Enrico Valentini, i giudici ritengono che “abbia effettivamente sostenuto le spese per finalità che appaiono riconducibili a quelle indicate nell’articolo 3 bis della legge regionale 6/1973”. Ossia: “spese di aggiornamento, studio e documentazione, compresa l’acquisizione di collaborazioni, nonché per diffondere tra la società civile la conoscenza dell’attività dei gruppi consiliari”. Esattamente quello che avrebbe fatto Battistoni, con le sue spese per la comunicazione o per cene di rappresentaza al ristorante Pepenero. Locale che Battistoni avrebbe frequentato anche privatamente, ma in questo caso pagava di tasca sua.

A questo punto, rischia il processo per le ‘spese pazze’ solo chi aveva ricevuto l’avviso di chiusura delle indagini. Tra questi, l’ex consigliere Carlo De Romanis, organizzatore della festa in costume al Foro Italico con le maschere da maiale, le cui foto hanno fatto il giro del mondo.


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