Montalto di Castro – Riceviamo e pubblichiamo – Vorrei ridimensionare la vicenda, precisando che non sono stati sequestrati denari, né dagli atti o dai fatti è rilevabile alcuna corrispondenza tra le fiches sequestrate e somme di denaro (si parla di 7mila euro senza alcun riscontro).
Il torneo di poker sportivo si svolgeva alla luce del sole a cura dell’associazione sportiva ed era riservato esclusivamente agli iscritti all’associazione stessa. I tornei di Texas holdem, come ormai chiarito dalla Corte di Cassazione, sono pratiche di gioco di abilità e non d’azzardo (e infatti gli stessi carabinieri, correttamente, non hanno contestato il reato di cui all’art. 718 del codice penale) e il problema è semplicemente rappresentato dal fatto che i Monopoli di Stato, dal 2009, hanno preannunciato la regolamentazione dei tornei di poker con la previsione di una gara per il rilascio di concessioni ma ciò non è stato mai fatto, così generando un’enpasse circa la possibilità o meno di disputare detti tornei nelle more della regolamentazione.
Tornei che, peraltro, vengono tranquillamente tenuti un po’ in tutta Italia, generalmente, come nella fattispecie, nel rispetto di una serie di parametri dettati dal Consiglio di Stato in sede consultiva nell’anno 2008.
Del resto non vi è ragione alcuna per discostare il torneo di poker sportivo da tornei di giochi di carte quali burraco, bridge e simili, in ordine ai quali nulla è stato mai obiettato. Ciò posto, sono fiducioso e certo che presto chiariremo ogni problematica con la magistratura.
Marco Ripamonti
Avvocato del titolare del circolo sequestrato a Montalto di Castro
