Viterbo – Più di trecento lumini rossi accesi.
Tenuti in mano da altrettanti insegnanti. Molti sono precari.
Piazza del comune è piena, ma tutt’intorno regna il silenzio. Surreale.
Come surreale per tutti i presenti è la “Buona scuola” riforma del governo Renzi. Che di buono ha solo l’aggettivo.
E’ il flash mob per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla lenta agonia che sta vivendo la scuola statale in Italia (fotogallery: Trecento lumini rossi per la scuola – slide).
Viterbo è una delle trenta piazze in cui si è tenuta l’iniziativa. Una grossa partecipazione nata dal passaparola sui social network, facebook, twitter, ma pure gruppi su whatsup.
Per quasi dieci minuti così. Immobili, in silenzio. Vestiti di nero e con lo sguardo rivolto verso una lavagna.
Dove una frase riporta il senso dell’iniziativa: “La scuola è un patrimonio nazionale da difendere”. A Viterbo hanno cominciato così. In tanti, con il sostegno anche dei sindacati. In piazza Carlo D’Ubaldo della Cgil.
Lumini rossi in mano, fino a quando un fischietto rompe il silenzio. E’ il segnale stabilito.
Poggiati a terra i lumini, tutti insieme spezzano una matita.
Un lungo applauso segna la fine del flash mob. Si spengono i lumini. Tutti sperano che il funerale della vecchia e malandata scuola pubblica non si debba mai celebrare.




