Viterbo – (g.f.) – Tre assessorati alle liste civiche.
E’ la richiesta avanzata nell’incontro stamani in comune, fra sindaco Michelini e delegazione dei gruppi Viva Viterbo, Oltre le Mura, Viterbo Bene comune, Lista civica, compreso Goffredo Taborri ormai quasi ex Ncd.
Una riunione durata meno di un’ora, a dimostrazione del fatto che le difficoltà del centrosinistra in comune non sono “civiche” ma quasi totalmente in zona Partito democratico.
“La richiesta – spiega il sindaco Michelini uscendo poco dopo le 13 dall’incontro – è stata d’essere rappresentanti in giunta da tre assessori. Si tratta di una richiesta”. Chiedere è lecito.
Il perché della proposta avanzata dai gruppi che di recente hanno scelto di confederarsi, pur lasciando inalterate le singole identità, la spiega Livio Treta (Lista civica dei diritti).
“Insieme – osserva Treta – abbiamo una percentuale, guardando all’esito del voto, superiore a quella del Partito democratico”.
Oltre a Treta, alla riunione c’erano tra gli altri Simoni, Moricoli, Barelli, Taborri.
Avere tre rappresentanti in giunta, ponendo che sia accettata, è una richiesta al ribasso. Attualmente ne hanno quattro, i vari gruppi: Barelli (Viva Viterbo), Saraconi, Zucchi (Oltre le mura), Valeri (Viterbo bene comune).
Seppure due, Valeri e Zucchi, sono ormai date fuori squadra, mentre Barelli e Saraconi non correrebbero pericoli.
Con il sindaco Michelini che intende portare da nove a sette la giunta (4 Pd, 2 civici, più Vannini), non è dalla richiesta delle liste civiche che il primo cittadino ha qualcosa da temere.
Semmai dal Partito democratico, diviso al suo interno, cinque consiglieri pro amministrazione e sette in posizione piuttosto critica, gruppo quest’ultimo, che di recente ha ottenuto “l’appoggio esterno” dei consiglieri Oltre le Mura Moltoni e Insogna.
Pure loro sul piede di guerra.

