Viterbo – Condannato ancora una volta per diffamazione a mezzo stampa.
Il giornalista Paolo Gianlorenzo colleziona l’ennesima pronuncia sfavorevole di un tribunale.
Il giudice di Cassino Barbara Del Pizzo lo ha condannato in primo grado a 4mila euro di multa, insieme al suo ex collaboratore Americo Mascarucci, che dovrà pagare la stessa cifra.
Gli articoli incriminati sarebbero due, usciti nel maggio 2008, entrambi sull’ex segretario del comune di Viterbo Rosario Terranova, che ha sporto denuncia.
Terranova si sarebbe sentito offeso nella sua reputazione perché gli articoli avrebbero fatto riferimento alle sue qualità professionali, cercando di sminuirle.
Non è la prima volta che l’ex segretario comunale denuncia Gianlorenzo e ha la meglio in tribunale. L’ex direttore di Nuovo Viterbo Oggi e dell’Opinione di Viterbo e alto Lazio era già stato condannato l’anno scorso per un fotomontaggio di Terranova, apparso sul suo giornale con coppola e lupara. In quel caso, punizione esemplare e multa salata: tre mesi di reclusione e 20mila euro di risarcimento.
Stavolta, solo multa, pagamento delle spese sostenute da Terranova come parte civile (rappresentato dall’avvocato Valerio Panichelli) e risarcimento danni da stabilire davanti al giudice civile.
Sulla testa del giornalista pesano già le condanne per diffamazione (almeno in primo grado) all’ex segretario provinciale del Pd Angelo Allegrini e al magistrato viterbese Donatella Ferranti, oltre alla precedente su Terranova.
Ma, per quanto le condanne per diffamazione non siano il massimo per un giornalista, Gianlorenzo è soprattutto in attesa che si compiano altre vicende giudiziarie che lo riguardano. Dalle fatture false (in combutta con ‘Francone’ Fiorito) pubblicate per screditare il vice coordinatore regionale di Forza Italia Francesco Battistoni, all’estorsione contestata in concorso con l’avvocato Samuele De Santis. Fino all’inchiesta più pesante: quella sulla “macchina del fango”. Articoli e scoop giornalistici piegati agli interessi personali o degli amici, secondo le indagini del pm Massimiliano Siddi, che ha scoperto – per dirne una – come Gianlorenzo facesse leva sulle notizie di cui veniva a conoscenza per ottenere un lavoro da Roberto Angelucci, imprenditore della sanità indagato nell’inchiesta Asl. Della serie: se mi dai un lavoro (a “Libero” o al “Nuovo corriere viterbese”, ormai chiuso da anni) garantisco linea morbida sul mio giornale per il tuo ruolo nell’inchiesta Asl, o almeno così l’hanno ricostruita gli inquirenti. Ma Angelucci non acconsentì mai.
L’udienza preliminare per la macchina del fango doveva iniziare il 30 giugno 2014. Per ora, due udienze, due rinvii.

