Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Da più di un anno, due classi della scuola secondaria di primo grado Luigi Fantappié hanno iniziato una corrispondenza via mail (pen friends project) con alcuni alunni di una scuola di Kathmandu.
Tale iniziativa è nata dalla collaborazione tra il nostro istituto e l’associazione onlus International Human Dana, grazie alla quale i nostri amici nepalesi hanno potuto iniziare l’anno scolastico 2013/2014 in una vera scuola e usufruire della generosità di alcune scuole italiane per l’acquisto di materiale didattico e libri su cui studiare.
Abbiamo così conosciuto un po’ la loro storia, visto in alcune foto la loro scuola, piccola ma dignitosa, condiviso il loro orgoglio quando sono riusciti a dotare il proprio istituto di alcuni strumenti informatici e connessione alla rete, per accedere a servizi quali internet o Skype, mezzo che i primi di maggio avremmo iniziato a usare.
Proprio il 24 aprile abbiamo ricevuto dal professor Anup un video, che mostra la delicata e preziosa amicizia nata tra le nostre due scuole. Pochi secondi di immagini e musica per sentirsi ancor più coinvolti in un bellissimo progetto che, poche ore dopo, ha cambiato le sue dinamiche di base. Dal 25 aprile – giorno del terribile terremoto che ha devastato il Nepal – il nostro progetto non è più scambio culturale e linguistico tra ragazzi di 11/13 anni, non è più condivisione di sogni e progetti di giovani adolescenti che – pur in contesti logistici e culturali così diversi – si ritrovano così vicini, così simili.
Piaceva molto questo scambio di realtà così diverse, da cui ogni parte poteva trarre il suo piccolo tesoro di emozioni, esperienze, confronto. Aiuta molto conoscere altre culture, altre tradizioni, modi di vita, aiuta a capire e assaporare meglio il nostro tessuto culturale e storico e a comprendere – senza pregiudizio – la bellezza e la ricchezza di altre realtà.
Tuttavia, ora è il momento della concretezza, della triste realtà di una tragedia che ha messo un intero Paese in ginocchio. Sappiamo che i ragazzi del nostro progetto al momento vivono in alcuni autobus, ma stanno bene. Il professor Anup non ha chiesto nulla, ma noi sentiamo il dovere di lanciare un appello affinché si possa in qualche modo manifestare la nostra solidarietà sia ai nostri “amici di penna” sia alla comunità che li circonda.
Il nostro istituto si è attivato per una raccolta fondi, da inviare all’associazione sopra citata (causale: donazione emergenza Nepal), che – pur nelle restrittive leggi nepalesi – ha ottenuto l’autorizzazione del governo a realizzare progetti grazie al partenariato con un’associazione onlus del posto, denominata Service centre for bright future, di cui il professor Anup è presidente (loro è la costruzione di alcune case-famiglia, in cui si trovano alcuni bambini del nostro progetto). Si ringrazia chiunque voglia aderire alla nostra iniziativa.
Daniela Eutizi
