Soriano nel Cimino – Faceva i compiti come tutti i pomeriggi. Niente che sembrasse turbarlo. Tutto normale. Tutto come sempre (fotocronaca – slide).
La morte di Edoardo Ribisi, il bimbo di 11 anni trovato impiccato al letto dalla mamma, è un enigma straziante.
Il perché di questa infinita disgrazia assomiglia a una macchia scura, lontana e invisibile. Dietro lo schermo della normalità e della quotidianità, nessuno è ancora davvero in grado di dire cosa sia successo. Cosa sia passato per la testa di bimbo di Edoardo, così piccolo e, forse, così pieno di pensieri.
Restano i brividi per una tragedia che lascia sconvolti. Increduli. Senza parole.
E’ la madre a trovare Edo senza vita, lunedì sera alle 19. Una cintura a stringere il collo, attaccata a un’estremità del letto a castello.
Avrebbe provato lei stessa a rianimarlo, senza riuscirci. Come, del resto, non sarebbero riusciti neanche i sanitari del 118, una volta arrivati in elicottero.
Una scena che ha lasciato sgomenti persino gli investigatori, sebbene così abituati, per lavoro, a scontrarsi con i drammi più diversi e terribili.
Lunedì sera alle 19, la villetta bifamiliare di Contrada San Pietro 97 era un via vai di sanitari e carabinieri. Il pm Chiara Capezzuto ne ha ordinato il sequestro; la casa è sigillata.
Non è stato facile neppure per i soccorritori raggiungere quella villetta persa tra un reticolo di strade interpoderali, in piena campagna sorianese. Si tratta di una zona impervia e isolata, che poco si presta a soccorsi d’emergenza: l’elicottero del 118 è rimasto in volo per diverso tempo prima di trovare il punto esatto per atterrare.
La mamma era uscita con il figlio piccolo. Solo una commissione, come faceva sempre: era già successo che Edoardo restasse a casa da solo, per poco tempo. E lunedì non sembrava un giorno diverso dagli altri: se avesse notato qualcosa di strano, la madre sicuramente non lo avrebbe perso di vista un attimo. Invece, lasciato a fare i compiti, lo ha ritrovato morto al rientro.
La famiglia di Edo vive a Soriano da circa sette anni. Il piccolo andava a scuola a Viterbo e anche i genitori Erika Comucci e Calogero Ribisi, noto a tutti come Lillo, lavorano nel capoluogo: hanno un’azienda di progettazione di siti web. Una coppia conosciuta e stimata. “Due bravissimi genitori – racconta una vicina, con le lacrime agli occhi -. Per non parlare del bambino… mio marito lo chiamava ‘mostro di intelligenza’. Era sveglissimo. Pensavamo che da grande avrebbe fatto lo scienziato. Un’intelligenza e una sensibilità nettamente superiori al normale”.
Che sia stata proprio la sua sensibilità a fargli prendere quella decisione così terribile e incomprensibile a soli 11 anni? Chissà se Edo, da bambino straordinario qual era, fosse così precoce da vedere il mondo con altri occhi, rispetto ai ragazzini della sua età…
L’alternativa è che si sia trattato di un gioco. Un gioco involontariamente mortale.
Per cercare di capire, gli inquirenti dovranno fare un tentativo di penetrare nella psicologia di Edo. Se c’era qualcosa che lo preoccupava. Se aveva avuto un crollo emotivo. La ricostruzione dei suoi ultimi giorni, così come le ricerche tra i suoi libri, appunti e quaderni di scuola, saranno decisive.
I carabinieri sono tornati anche ieri nella villetta per ulteriori accertamenti. Sul posto c’erano gli uomini della stazione locale, coordinati da Paolo Lonero, e il nucleo investigativo di Giovanni Martufi.
Gli investigatori non lasceranno nulla di intentato. Sul corpo di Edo sarà disposta l’autopsia, nell’estremo tentativo di conoscere la verità su questa morte così tragica, che ha sconvolto tutta Soriano.
– Bimbo di 11 anni si impicca al letto a castello




