Ronciglione – Gavino Goddi a giudizio da solo.
E’ iniziato ieri il processo al pastore sardo arrestato sei mesi fa dai carabinieri di Ronciglione.
E’ un altro rivolo dell’inchiesta Mamuthones: 13 ordinanze di custodia cautelare scattate all’alba del 3 novembre scorso, per la banda accusata di seminare il terrore nelle campagne della bassa Tuscia.
Le strade degli indagati si sono divise tra chi è ancora in attesa di giudizio (perlopiù abbreviato) e chi ha già patteggiato. Tra questi, il fratello di Gavino, Bernardino Goddi, condannato a due anni e mezzo e multa da duemila euro.
Sui due fratelli pende l’accusa di essere stati i mandanti dell’incendio di un capannone agricolo a Sutri nel febbraio dell’anno scorso. Danni per 16mila euro.
Secondo il pm Fabrizio Tucci, i Goddi avrebbero voluto rientrare in possesso di un terreno da 35 ettari, già sfruttato da loro anni prima per far pascolare le loro pecore. Ma il terreno, affittato ad altri, non era più disponibile.
Da qui, l’atto intimidatorio: bruciare il capanno del fieno per lanciare un segnale all’affittuario e costringerlo a lasciargli la terra. Mandanti, i Goddi, che secondo l’accusa, commissionano l’incendio a Pier Paolo Mulas e ai fratelli Gavino e Salvatore Medde. Lo ‘zoccolo duro’ della banda: tutti arrestati per associazione a delinquere.
Goddi è ancora sottoposto a obbligo di dimora. Il fratello è ai domiciliari con permesso di portare a pascolare le pecore.
Ieri, prima udienza interlocutoria in tribunale. A novembre parleranno i primi testimoni dell’accusa.
