Viterbo – Gianfranco Maria Chiti, già colonnello e comandante della Scuola per allievi sottufficiali di Viterbo, verso la beatificazione.
La Santa Sede ha autorizzato il vescovo di Orvieto, monsignor Benedetto Tuzia, ad aprire la causa di beatificazione e canonizzazione dell’ex ufficiale della Repubblica sociale italiana, Gianfranco Maria Chiti.
Una storia complessa quella di Chiti, nel 1944 salva duecento partigiani dalla fucilazione, si inventò un corso speciale allo scopo di arruolarli nella sua compagnia dei Granatieri, facendoli poi tornare alle loro case.
“Il nome di Chiti – scrive il quotidiano della Cei, Avvenire – risulta inoltre nel ‘Libro dei giusti’ della sinagoga di Torino per aver salvato alcune famiglie ebraiche”. Azioni che lo salvarono dall’epurazione, e nel 1948 Chiti venne reintegrato nel nuovo esercito italiano. In seguito è stato in Somalia per conto dell’Onu. A 50 anni è colonnello e comandante della Scuola per allievi sottufficiali di Viterbo. A 57 anni viene promosso al grado di generale di brigata. L’anno seguente lascia l’esercito è si fa frate cappuccino fino alla morte, avvenuta nel 2004 a 83 anni.
Il vescovo della diocesi di Orvieto – Todi monsignor Benedetto Tuzia ha deciso di promuovere la beatificazionde di Chiti con l’editto del 13 aprile 2015.
“Sacerdote professo dell’Ordine dei frati minori cappuccini – scrive nell’editto il vescovo Tuzia parlando di Chiti -, nato a Gignese (Vb) il 6 maggio 1921 è morto a Roma nell’ospedale militare “del Celio” il 20 novembre 2004 in fama di santità. A questo scopo il postulatore, legittimamente deputato, ha rivolto a me, a norma del diritto, la formale richiesta di iniziare l’inchiesta diocesana sulla vita, virtù e fama di santità del predetto Servo di Dio”.
“Avuto il consenso della Conferenza episcopale – prosegue l’editto -, espresso nella sessione del 15 aprile 2013, il consenso di sua eminenza reverendissima il cardinale Agostino Vallini, vicario di sua santità per la diocesi di Roma a istruire il processo presso questa diocesi in data 5 novembre 2013, ritengo opportuno, per la gloria di Dio, che è mirabile nei suoi santi, di accogliere tale richiesta e di procedere in conformità alla costituzione apostolica Divinus perfectionis magister del 25 gennaio 1983 e delle rispettive Normae servandae emanate dalla Congregazione per le cause dei santi il 17 febbraio 1983”.
Il vescovo Tuzia chiede anche che colo che sono a conoscenza “del Servo di Dio e conservano significativi ricordi e documenti utili alla causa, ne diano relazione alla curia vescovile, indicandone le fonti della propria conoscenza e apponendo alla stessa relazione la firma, la data e il proprio indirizzo. Chi ritiene di conoscere qualcosa che sembri contraria alla fama di santità del servo di Dio, è tenuto ugualmente a notificarla.Tutti coloro che sono in possesso di scritti di qualsiasi genere sono invitati a consegnarli quanto prima alla medesima curia vescovile, in originale o in fotocopia, debitamente autenticata dal nostro cancelliere o dal proprio parroco”.

