Viterbo – Un diritto acquisito. Inalienabile. Anzi di sopravvivenza.
Sono le parole usate dal senatore del Pd, Ugo Sposetti, per spiegare la sua contrarietà all’abolizione dei vitalizi per i condannati per mafia, terrorismo e contro la pubblica amministrazione in via definitiva.
La delibera è stata discussa e votata ieri mattina alla camera, mentre al senato prima del voto nell’ufficio di presidenza c’è stato un acceso question time.
A riscaldare gli animi dei parlamentari le parole del senatore del Pd. “In altre occasioni – ha detto Sposetti – ho parlato del mio dissenso da decisioni parlamentari spinte dall’antipolitica e dal populismo imperante grazie a organi di informazione pubblici e, comunque, in vita con risorse pubbliche. Riconfermo questa mattina che lisciare il pelo all’antipolitica non è un mestiere che ho mai amato, che non amo e spero di non amare mai. Gli uffici di presidenza di senato e camera si accingono ad adottare una delibera che prevede la cessazione dell’erogazione dei trattamenti previdenziali, erogati a titolo di assegno vitalizio o pensione, a favore di senatori cessati dal mandato condannati in via definitiva.
Perché cambiare le regole – ha sostenuto il senatore – per donne e uomini che hanno lavorato con quelle regole in atto? Io cambio le regole all’inizio della mia attività lavorativa, all’inizio della legislatura: io so che sto dentro questo recinto, quando inizio un impegno lavorativo e professionale, e che sto dentro queste regole.
Ritengo che i membri del consiglio di presidenza si trovino di fronte a un diritto inalienabile – ha concluso -, un diritto acquisito, un diritto che matura con il versamento dei contributi del lavoratore e dell’azienda, un diritto alla sopravvivenza. Per chi ha fatto solo quel lavoro, scatta un diritto alla sopravvivenza”.
La risposta all’intervento di Sposetti è arrivata secca da Maurizio Santangelo del M5s: “Poveretto”. Il capogruppo Pd, Luigi Zanda ha precisato che Sposetti ha preso la parola a titolo personale. Della vicenda si è interessato, ieri sera, anche il programma radiofonico La Zanzara, che ha ripreso le parole del senatore Sposetti.
