Viterbo – (g.f.) – Crisi in comune, Michelini chiude le consultazioni politiche, ora tocca ai gruppi consiglieri di maggioranza.
Ieri di buon mattino la delegazione dell’unione comunale del Pd ha incontrato il sindaco.
Intorno alle 11.30, Michelini insieme al segretario dell’unione comunale Calcagnini, i consiglieri Scorsi e Minchella e Cinzia Boni, passeggiavano per le vie del centro.
Evidentemente soddisfatti del felice esito dell’incontro.
Christian Scorsi non si sbilancia, ma è soddisfatto per l’incontro e moderatamente ottimista sulla chiusura della verifica a palazzo dei Priori.
“E’ andata bene – dice Scorsi – abbiamo presentato al sindaco il documento approvato dall’unione comunale, anche alla luce delle successive considerazioni da parte delle liste”.
Quindi è stata ribadita la richiesta di una giunta a sette assessori. “Esatto – prosegue Scorsi – con ieri si chiudono le consultazioni della parte politica.
Sarà compito del sindaco adesso ascoltare i gruppi maggioranza dentro il consiglio comunale e poi eventualmente il singolo consigliere. La figura del primo cittadino è sopra le parti e il suo compito è quello di ascoltare tutti, dove necessario”.
Si è pure parlato della situazione interna al gruppo del Partito democratico. “E’ emerso qualcosa – osserva Scorsi – del resto il capogruppo Serra, che fa parte della delegazione, non era presente. Si sapeva.
Nell’incontro con il gruppo consigliare dei dodici Pd ci sarà immagino”. Ancora qualche scossa d’assestamento, probabilmente, ma la situazione dovrebbe tornare alla normalità. Più o meno.
“Sono convinto – conclude Scorsi – che anche martedì in consiglio comunale ci sarà un sostanziale via libera al consuntivo.
Fatti i dovuti chiarimenti, l’amministrazione continuerà a lavorare. Siamo in una fase importante. Comune, provincia, regione e governo sono amministrati dal centrosinistra. Sarebbe inopportuno non mettere a frutto la situazione. Alla fine sulle divisioni prevarrà il buonsenso”.
Resta da capire cosa faranno i nove consiglieri, sette Pd, più due Oltre le mura.
I temi in discussione, terme, igiene urbana, sviluppo delle frazioni, sono sul tavolo.
C’è la giunta. A sette, a sei o a otto, dai sette consiglieri comunali Pd c’è solo un’obiezione.
Quanti siano, i Democratici, essendo il numero più consistente di consiglieri, ne dovranno avere uno più degli altri.
Quindi gli assessori esterni. Ci possono essere, ma devono pure loro avere legittimazione fra i consiglieri.

