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“Quella faccia furba e intelligente…”

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Viterbo - I funerali di monsignor Francesco Zarletti - Il vescovo Lino Fumagalli

Viterbo – I funerali di monsignor Francesco Zarletti – Il vescovo Lino Fumagalli

Viterbo - I funerali di monsignor Francesco Zarletti - Il vescovo Lino Fumagalli con i familiari

Viterbo – I funerali di monsignor Francesco Zarletti – Il vescovo Lino Fumagalli con i familiari

Viterbo - I funerali di monsignor Francesco Zarletti

Viterbo – I funerali di monsignor Francesco Zarletti

Viterbo - I funerali di monsignor Francesco Zarletti

Viterbo – I funerali di monsignor Francesco Zarletti

Viterbo - I funerali di monsignor Francesco Zarletti - Il vescovo Lino Fumagalli

Viterbo – I funerali di monsignor Francesco Zarletti – Il vescovo Lino Fumagalli

Viterbo - I funerali di monsignor Francesco Zarletti - Il vescovo Lino Fumagalli

Viterbo – I funerali di monsignor Francesco Zarletti – Il vescovo Lino Fumagalli

Viterbo - I funerali di monsignor Francesco Zarletti

Viterbo – I funerali di monsignor Francesco Zarletti

Viterbo - I funerali di monsignor Francesco Zarletti - Franco Chiaravalli

Viterbo – I funerali di monsignor Francesco Zarletti – Franco Chiaravalli

Viterbo – “Se ne è andato sereno, con quella faccia intelligente e furba insieme”.  Il vescovo Lino Fumagalli e la città salutano monsignor Francesco Zarletti. E’ stato uno dei personaggi più significativi della diocesi e della società viterbese (fotocronacaslide – video).

I funerali si sono tenuti questa mattina nella cattedrale di San Lorenzo, e in tanti hanno rivolto l’estremo omaggio al sacerdote.

La celebrazione è stata officiata dal vescovo Fumagalli che ha ricordato don Zarletti come un sacerdote sempre pronto allo scherzo e alla battuta.

“Se ne è andato sereno, con quella faccia intelligente e furba insieme che lo ha sempre contraddistinto – ha detto Fumagalli -. Innamorato devoto della Madonna del Carmine, la prossima processione della Vergine sarà diversa senza di lui”.

“E’ venuto a prenderlo la Vergine – ha esordito il vescovo nell’omelia – e lo ha condotto in un circuito d’amore dove don Francesco ha incontrato quanti lo hanno preceduto e da dove continuerà a esercitare il suo ministero di intercessione per tutti coloro che ha lasciato su questa terra. Don Francesco è stato un povero prete peccatore, come tutti noi. Dire povero prete peccatore è la presentazione più adeguata per un sacerdote, perché tanto grande è il ministero che ci è stato affidato, tanto piccola è la nostra partecipazione a questo ministero”.

Il vescovo ha anche ricordato il ruolo di insegnante di monsignor Zarletti.

“Affidiamolo all’amore misericordioso del Padre  – ha proseguito il Fumagalli  -. Da lì potrà vedere come il suo ministero, dalle varie sfaccettature, sia stato strumento di salvezza per tanti. Lì inconterà tante persone, anche suoi alunni e fedeli, che gli diranno: “Grazie don Francesco perché sei stato il tramite dell’incontro con Dio, anche attraverso la tua ricca intelligenza, la vivace personalità e il grande approccio umano che ti ha caratterizzato”. E lo stesso facciamo noi”.

“Don Francesco prega per noi – ha concluso il vescovo -. La nostra chiesa ti ringrazia. E se ti ha perso da un punto di vista di presenza umana, simpatica e vivace, ti ha acquistato in pienezza, perché continuerai ad amare questa chiesa e a intercedere per noi. Grazie per quanto hai fatto, grazie per quanto farai”.

Da anni su una sedia a rotelle, monsignor Zarletti è morto domenica mattina all’ospedale Belcolle. Aveva 95 anni.

Sacerdote dal 1943, lascia in eredità, oltre a una forte vocazione religiosa, riflessioni teologiche e sociali.

Amante dell’arte e della cultura, negli ultimi anni si era battuto con passione per il restauro e la riapertura della chiesa barocca del Gonfalone, della cui arciconfraternita ne è stato il fondatore.

Ma ciò che ha caratterizzato maggiormente la sua vita è stata l’attività di docente di religione e lettere classiche nei licei della città.

Monsignor Zarletti è stato educatore di intere generazioni di giovani e sacerdoti che hanno potuto apprezzare con entusiasmo la sua cultura, la sua fede, la sua tenacia.

Profondo il legame con il liceo classico Buratti dove “ha insegnato per lunghi anni, lasciando una forte impronta umana e professionale”, come ha ricordato ieri la dirigente Paola Moscucci.

“Del professor Zarletti rimane la testimonianza della sua straordinaria umanità – ha proseguito Moscucci -. Una porta aperta a tutti: agli studenti e in particolare a quelli che avevano più bisogno di aiuto”.

Monsignor Zarletti verrà ricordato anche per la sua ampia produzione poetica.


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