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“Salviamo l’asilo nido aziendale di Belcolle”

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L'ospedale di Belcolle

L’ospedale di Belcolle 

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Era l’anno 2007 quando l’Asl di Viterbo decideva di aprire il suo asilo nido aziendale. Un progetto ambizioso, che conciliava le esigenze familiari con quelle lavorative dei suoi dipendenti.

Dal 2007 questa realtà ha ospitato ogni anno circa 40 bambini, offrendo un servizio qualificato e a misura di bambino, secondo il metodo Montessoriano, con personale preparato e costantemente aggiornato. Un servizio di eccellenza che ha sicuramente migliorato la qualità di vita degli operatori dell’azienda fornendo loro un significativo supporto.

Quello dell’operatore sanitario non è un mestiere come un altro. Ogni giorno nell’ospedale uomini e donne mettono a disposizione dei pazienti non solo la loro professionalità, ma anche quel carico di umanità necessaria, anzi indispensabile quando si ha a che fare con la malattia.

Un lavoro che spesso toglie tempo ed energie da dedicare alle famiglie di appartenenza. A partire dai figli.

E’ per questa ragione che il progetto dell’asilo nido è stato accolto da subito con entusiasmo da tutti, in quanto rappresenta un concreto punto di incontro tra le esigenze lavorative ed il diritto di essere genitori.

Oggi, questa realtà rischia di scomparire e solo la sensibilità da parte degli organismi politici che hanno il potere decisionale in ambito locale e soprattutto regionale potrà evitare il suo declino fino alla chiusura.

Ciò che sta avvenendo è nettamente in contrasto con le politiche regionali, a favore del welfare aziendale e delle politiche a sostegno delle famiglie che prevede un piano senza precedenti per ampliare la rete degli asili nido pubblici e convenzionati.

La Regione, infatti, mette a disposizione 54.5 milioni di euro, risorse importanti per migliorare la qualità dei servizi, sostenere l’accesso al lavoro delle donne con i figli e contrastare la crisi demografica, con la creazione di nuovi asili nido e una particolare attenzione sarà destinata all’ammodernamento e all’ampliamento di nidi comunali già in funzione.

E come se ciò non bastasse 50 milioni di fondi strutturali europei verranno impiegati, entro il 2020, dal piano operativo regionale attraverso un’azione per migliorare l’offerta di servizi per l’infanzia in tutta la regione. In particolare, l’obiettivo è quello di aumentare l’offerta e saranno creati nuovi 5600 posti nei nidi pubblici, privati, convenzionati e aziendali.

Inoltre, dopo dieci anni dall’ultima sperimentazione, la Regione Lazio mette a disposizione un milione di euro per l’avvio di nidi aziendali e di servizi di conciliazione lavoro-famiglia. Tra le altre cose la regione darà anche un incentivo alle forme di rete (nidi interaziendali). Il bando finanzierà 10 progetti da 100mila euro con l’obiettivo di abbattere i costi per le rette e l’avviamento (fonte: www.regione.lazio.it).

Ci domandiamo allora, perché l’asilo nido aziendale di Belcolle, che finora è stato un lustro per questa azienda, non rientra in queste politiche regionali?

Perché il bando europeo non può sostenere anche la gestione delle risorse necessarie a mantenere in vita l’asilo così come è oggi? Perché l’Asl di Viterbo, che è la più grossa azienda sulla provincia di Viterbo, con i suoi 4000 dipendenti, non è tutelata in tal senso?

La struttura in questione tra l’altro non è prerogativa dei soli dipendenti, in quanto ogni anno l’asilo ospita anche bambini di genitori non dipendenti (qualora i posti a disposizione non siano interamente occupati).

Riteniamo opportuno pertanto informare la cittadinanza di quanto sta avvenendo tra le mura di Belcolle, dato che la decisione scellerata di ridurre i finanziamenti necessari porterà dapprima a una riduzione del personale e delle ore di apertura dell’asilo e, nel breve periodo, a un inevitabile aumento delle rette non sostenibile dalle famiglie, con la conseguente cessazione del servizio.

Questo non è accettabile e soprattutto non può essere gestito a porte chiuse e imposto come un dato di fatto: l’asilo nido appartiene alla collettività passata, presente e futura di questa città ed è doveroso un ripensamento da parte della Regione, anche alla luce di quanto sopra esposto in tema di programmi operativi regionali sui servizi per l’infanzia.

Rivolgiamo pertanto un appello alle istituzioni, agli organismi politici, ai sindacati, alla direzione aziendale, e a tutti coloro che possano mettere in campo le sinergie necessarie affinché questa indispensabile realtà del nostro territorio possa continuare ad accogliere come ha fatto finora numerosi bambini ed essere al loro fianco per una serena crescita.

Il comitato genitori asilo nido aziendale Belcolle


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