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Domani pomeriggio sportelli bancari a rischio chiusura

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Silvio Cappelli e Marco Pegolo

Silvio Cappelli e Marco Pegolo

Viterbo – Possibilità di trovare le banche chiuse nelle ore pomeridiane di giovedì 28 maggio in tutta la provincia di Viterbo.

Tutte le organizzazioni sindacali del settore, infatti, (Fabi, Fiba, Fisac, Sinfub, Ugl, Uilca ed Unisin) hanno organizzato un’assemblea generale di tutti i bancari, chiamati ad approvare l’ipotesi di accordo per il rinnovo del contratto collettivo di lavoro di categoria, siglata da tutte le organizzazioni sindacali nazionali a Roma lo scorso 31 marzo.

L’assemblea provinciale si terrà a Viterbo nella sala parrocchiale Leonardo Murialdo in via X Stormo (vicino al Palazzetto dello Sport) con inizio alle 14,30.

“Tale ipotesi di accordo – spiega Silvio Cappelli dirigente sindacale del Sinfub – è stata ottenuta dopo una durissima trattativa, durata diciotto mesi e accompagnata da due giornate di sciopero generale. L’ipotesi accordo, tuttavia, non può essere ratificata, tra le parti, se non è approvata in tutta Italia dalle assemblee dei lavoratori”.

Da qui la necessità di una massiccia presenza dei bancari all’assemblea, “che hanno un’importante occasione di partecipazione democratica – prosegue Silvio Cappelli – in quanto chiamati al voto palese su una materia così delicata ed importante come quella contrattuale”.

I primi dati sull’affluenza dei lavoratori nelle altre piazze italiane registrano un consenso pressoché plebiscitario all’ipotesi di accordo.

“Ipotesi – continua Silvio Cappelli – che contiene anzitutto la salvaguardia dell’area contrattuale e delle altre principali garanzie, in continuità col precedente Ccnl 2012. Inoltre l’accordo ha una vera e propria “anima sociale” perché prevede anche importanti innovazioni in tema di nuova occupazione, salario d’ingresso per i giovani, ricollocamento dei lavoratori in esubero, e così via, oltre ad un incremento economico medio a regime di 85 euro, che rappresenta comunque un importante riconoscimento, in un momento di grave crisi economica, dove si registrano anche periodi di deflazione”.

 


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