Viterbo – I tutor arrivano in procura.
Il sistema di rilevamento di velocità, ancora all’esame della provincia, è già finito sul tavolo dei magistrati di via Falcone e Borsellino.
Il pm Massimiliano Siddi ha aperto un fascicolo che conterebbe già più di un indagato.
Al momento, tutto top-secret. Tra le ipotesi di reato formulate preliminarmente dagli inquirenti ci sarebbe quella di concussione: pressioni di pubblici ufficiali per ottenere promesse di vantaggi indebiti.
La cornice potrebbe essere la procedura di affidamento del servizio di installazione del primo rilevatore di prova sulla strada Nepesina. Anche perché, finora, è il primo e l’unico apparecchio in funzione in provincia. Il progetto ne prevede altri quattro su Cimina, Verentana, Teverina e Tuscanese. Resta da capire se sarà portato a termine, considerando anche il fascicolo aperto in procura.
Gli accertamenti continuano nel massimo riserbo delle indagini preliminari. Sarebbe di pochi giorni fa la richiesta di proroga delle indagini, accordata dal gip del tribunale di Viterbo. Significa che sul tema caldo dei tutor gli inquirenti stanno lavorando già da sei mesi e hanno ottenuto altri sei mesi entro i quali chiudere l’inchiesta o, eventualmente, avanzare un’ulteriore richiesta di proroga.
Il progetto tutor, seppur in via sperimentale, si è già tirato addosso l’ira degli automobilisti che, giornalmente, percorrono la Nepesina. Solo qui, sull’arteria che collega Nepi a Civita Castellana, sono state rilevate 3500 infrazioni in un mese.
La sperimentazione serviva per testare la fattibilità del progetto. L’ultima parola spetta alla provincia. Meglio: alla neonata amministrazione di palazzo Gentili e al neopresidente Mauro Mazzola, che dovrà prendere una decisione non facile sugli altri quattro impianti.
Dopo le polemiche per l’elevato numero di sanzioni e l’intervento della magistratura, si tratta di scegliere se affidare o non affidare il servizio per portare a compimento l’intero progetto.
