Viterbo – Sei indagati per abuso d’ufficio.
Nell’inchiesta sui tutor, la procura di Viterbo trascina un ex funzionario della Provincia, un responsabile di Postetributi e i vertici della Safety21. Sono le due società affidatarie del servizio di noleggio, installazione e manutenzione del tutor sulla Nepesina; solo il primo di una serie di rilevatori di velocità destinati ad arrivare anche su Cimina, Verentana, Tuscanese e Teverina. Ma con queste premesse non stupirebbe se il progetto naufragasse dall’oggi al domani.
Nomi eccellenti sono finiti nel registro degli indagati per abuso d’ufficio. Uno è quello di Flaminia Tosini, dirigente del settore Viabilità della Provincia fino all’agosto scorso, firmataria della determina con cui è stato affidato il servizio a Safety21 e Postetributi scpa.
Poi ci sono i quadri dirigenziali della Safety21. Volti noti anche a livello nazionale. A cominciare dal presidente Domenico Mazzilli, 71 anni, nato a Corato (Bari) e residente a Milano. Mazzilli ha un passato alla direzione nazionale del servizio di polizia stradale. E’ stato questore di Mantova e Trieste e dirigente generale della polizia di Stato. Un alto funzionario del ministero dell’Interno, ex presidente dell’Osservatorio nazionale sulle manifestazioni sportive e promotore di una sterminata serie di progetti per la sicurezza stradale con la sua Safety21.
Gli altri indagati sono Gianluca Longo, amministratore delegato di Safety21; i responsabili commerciali area nord e area centro di Safety21, Maurizio Bonissi e Paolo Tommasini, quest’ultimo vincitore di una medaglia d’argento ai mondiali di canoa del ’97 e atleta alle Olimpiadi di Barcellona del ’92; Renato Del Balzo Di Presenzano, responsabile del settore Sviluppo e coordinamento commerciale di Postetributi spca.
Dal suo sito web Safety21 si presenta come azienda leader nel settore della sicurezza stradale, “in grado di rispondere alle esigenze di sicurezza degli enti locali, attraverso la creazione di un sistema per il rilevamento delle infrazioni dei veicoli, consentendo così alle pubbliche amministrazioni di promuovere sul territorio una politica di prevenzione e controllo degli incidenti”. Ed eccolo qui, il ritratto dei tutor. Sistemi all’avanguardia. Forse anche troppo per le dissestate arterie stradali della provincia di Viterbo, dove l’eccesso di velocità non è consigliabile, non foss’altro che per le buche.
Il sospetto degli inquirenti è che l’affare tutor sia andato in porto senza un’attenta valutazione. Senza considerare se quelle strade avevano davvero i requisiti per l’installazione di apparecchi del genere. E ancora: perché nessuno risponde quando il sindaco di Civita Castellana Gianluca Angelelli parla di “appalto antieconomico per la pubblica amministrazione” e “gravi responsabilità politiche”? Quali sarebbero i vantaggi per la Provincia nell’operazione tutor?
Domande cui adesso qualcuno dovrà rispondere davanti agli inquirenti, che per un altro filone d’inchiesta per concussione hanno già fatto notificare ad altri indagati la richiesta di proroga delle indagini, coordinate dal pm Massimiliano Siddi.
Nei giorni scorsi, la polstrada, in collaborazione con la forestale, è andata a perquisire le sedi delle due società a Milano e Roma. Gli investigatori hanno bussato anche in Provincia e a casa degli indagati, sequestrando documenti e pc.
La sensazione è che sia solo la punta dell’iceberg.
Stefania Moretti
Archiviata l’inchiesta sui tutor


