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Violenze dall’ex compagno della madre, chiesti 7 anni

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Viterbo - Tribunale

Viterbo – Tribunale

Viterbo – Insulti, lanci di oggetti e ripetuti tentativi di metterle le mani addosso quando era solo una bambina di 10 anni.

Sara (nome di fantasia) oggi è maggiorenne. Quelle presunte violenze dall’ex compagno della madre, datate 2006, riesce a raccontarle solo tre anni più tardi. 

L’uomo, oggi, è a processo per violenza sessuale aggravata su minore. Lavora in un’azienda agricola.

Per lui, il pm Chiara Capezzuto ha chiesto sette anni di carcere, nella requisitoria pronunciata martedì davanti al tribunale collegiale di Viterbo, competente per reati gravi.

Una vicenda delicata più che mai. Sara viene chiamata in questura per una telefonata minatoria ricevuta dall’ex compagno della madre. Dai suoi racconti emerge molto di più: mette in fila uno a uno episodi di palpeggiamenti e violenze fisiche. Come quando sarebbe stata scaraventata sul letto, o finita al pronto soccorso con un trauma cranico dopo essersi vista lanciare contro una scatola con dentro il sapone. Fatti che sarebbero avvenuti in presenza o con il coinvolgimento anche della sorellina minore di Sara. Un resoconto accurato che viene ripetuto davanti al giudice a porte chiuse, in incidente probatorio. 

Sara, divenuta adolescente, è considerata attendibile e il suo racconto diventa la prova regina al processo contro l’ex compagno della madre, difeso dagli avvocati Marzia Sbragaglia e Roberto Baccheschi. Ma, nel frattempo, passano altri anni ancora. Sara, ormai, è una donna, con un rapporto estremamente conflittuale con la madre, costituita parte civile insieme a lei e assistita dagli avvocati Stefania Sensini e Fabrizio Ballarini. Alle ultime udienze, in un’aula rigorosamente a porte chiuse, ha ritrattato tutto, sostenendo di essere stata costretta dalla madre a lanciare quelle accuse all’ex compagno. Gli atti sono finiti in procura per procedere contro di lei per falsa testimonianza.

Martedì, ultima lunga udienza per ricostruire i fatti nell’ottica di accusa, difesa e parte civile. A giugno, la sentenza. 


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