Viterbo – 484 beni di proprietà pubblica di cui 321 utilizzati e 143 non in uso.
“Oltre 2 chilometri quadrati di beni pubblici, pari alla superficie di un piccolo comune. Di questi, più di un milione sono inutilizzati. È questo il risultato di un’indagine che abbiamo condotto sul patrimonio pubblico di comune, provincia e regione ricadente sul territorio del comune di Viterbo. Un patrimonio fondamentale che – in parte – potrebbe essere trasformato in una ‘Città diffusa della Cultura” con spazi a disposizione per le associazioni e nuovi servizi per i cittadini”.
A dichiararlo è Riccardo Valentini, capogruppo del Partito democratico al Consiglio regionale del Lazio che – assieme ad Arci Viterbo e Think Tuscia – ha organizzato l’incontro “I luoghi della cultura. Per un riutilizzo delle proprietà pubbliche a Viterbo. Al servizio del territorio” che si è svolto al Biancovolta Spazio Arci di Viterbo.
Assieme a Riccardo Valentini, sono intervenuti Marco Trulli (Arci Viterbo), Manuel Anselmi (Università di Perugia), Daniele Camilli (giornalista) e Stefano De Angeli (Università della Tuscia). Ha moderato l’incontro Roberta de Vito (giornalista). Presenti all’iniziativa anche gli assessori del comune di Viterbo, Antonio Delli Iaconi e Giacomo Barelli.
Una mappatura, realizzata dal giornalista Daniele Camilli, che evidenzia come sul territorio del comune di Viterbo siano presenti 484 beni di proprietà pubblica di cui 321 utilizzati e 143 non in uso.
Di 20 non si conosce invece la destinazione. Il tutto per un valore catastale di circa 110 milioni di euro e una rendita catastale di 522 milioni.
“L’obiettivo dell’iniziativa – prosegue Valentini – è stato quello di elaborare una mappatura degli edifici presenti sul territorio della città di Viterbo. Beni che, in parte, possono essere messi a disposizione delle associazioni culturali con il fine di creare una rete di spazi condivisi, puntando ad una città diffusa della cultura su tutto il territorio comunale.
Una città – conclude Riccardo Valentini – capace di utilizzare gli spazi disponibili affidandoli direttamente alle realtà associative per sviluppare anche processi aggregativi che possano mettere a disposizione dei cittadini nuovi servizi in grado di creare nuovo reddito e nuova occupazione, rispondendo infine alle esigenze e alle richieste dei turisti che visitano Viterbo”.
