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Appalto mense, forestale in comune

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Viterbo - Appalto mense - La forestale in comune

Viterbo – Appalto mense – La forestale in comune

Viterbo - Appalto mense - La forestale in comune

Viterbo – Appalto mense – La forestale in comune

Viterbo - Appalto mense - La forestale in comune

Viterbo – Appalto mense – La forestale in comune

Viterbo - Appalto mense - La forestale in comune

Viterbo – Appalto mense – La forestale in comune 

Viterbo – (s.m.) – Appalto mense sorvegliato speciale della procura.

E’ di ieri mattina il sopralluogo della forestale all’ufficio gare del comune di Viterbo (fotocronacaslide).

Gli uomini del Nipaf (Nucleo investigativo di polizia ambientale e forestale) si sono trattenuti per circa un’ora a Palazzo dei Priori. 

Cercavano atti riguardanti l’intera procedura dell’affidamento del servizio di refezione scolastica. Quella di stamattina sarebbe stata solo una prima scrematura dei documenti di possibile interesse investigativo.

Da Palazzo dei Priori, i forestali sono usciti con un fascicoletto di poche carte. Probabilmente si trattava di una prima ricognizione cui seguiranno altre.

L’appalto in questione, di durata triennale, 2013 – 2016, vale più di 4 milioni di euro. Se l’è aggiudicato la ditta Serenissima Ristorazione Spa, nata a Vicenza e attiva nel settore da più di 25 anni, tra rifornimento di scuole, ospedali, aziende e locali pubblici. Un colosso in grado di sfornare qualcosa come 120mila pasti al giorno.

La stessa azienda, fino a pochi mesi fa, si era interessata per far rialzare le saracinesche al centralissimo caffè Schenardi in via del Corso, poi riaperto e gestito dall’imprenditore viterbese Primo Panaccia. 

L’iter dell’appalto per le mense è travagliato. E’ di due settimane fa la pronuncia definitiva del Consiglio di Stato che ha decretato la fine della querelle iniziata con il ricorso al Tar della terza classificata Ep.

Per il giudice amministrativo di primo grado, le prime due ditte, Serenissima e Cir Food, andavano escluse entrambe dalla procedura, la prima per la mancanza del centro cottura, l’altra per la garanzia fideiussoria incompleta. Già a giugno, il Consiglio di Stato, senza entrare nel merito, aveva sospeso l’efficacia della sentenza del Tar di annullamento dell’aggiudicazione alla Serenissima, permettendo l’affidamento alla stessa società a settembre 2014.

Il 21 maggio, la pronuncia definitiva, con la quale il Consiglio di Stato ha dato ragione a Serenissima e, quindi, al comune, confermando la correttezza della procedura.

Nel frattempo, c’era stato l’esposto della minoranza di Palazzo dei Priori, firmato dall’ex sindaco Giulio Marini e dai consiglieri Gianmaria Santucci, Luigi Maria Buzzi e Claudio Ubertini. Un esposto che batteva sul problema del centro cottura: “Serenissima Ristorazione – è scritto nell’esposto – avrebbe dichiarato nell’offerta di avere la disponibilità di un centro di produzione pasti sito in Viterbo, via della Chimica snc, con una capacità di produzione di almeno 2000 pasti”. La dichiarazione sarebbe del 20 agosto 2013.

Ma secondo l’esposto della minoranza, è solo a novembre che Serenissima prende in affitto il capannone in via della Chimica, che è solo un capannone. Marini & Co. chiedevano lumi sulla realizzazione del centro cottura: era avvenuta nei tre mesi canonici, come da capitolato?

Lo stesso esposto rappresentava che i tre mesi per la realizzazione del centro cottura erano due, fino al giorno prima della scadenza di presentazione delle offerte.

A un passo dal termine ultimo per partecipare, si concede un ulteriore mese di tempo. L’assessore Valeri dirà che qualche ditta aveva eccepito che sessanta giorni per realizzare il centro cottura erano troppo pochi. Segnalazioni ufficiose, secondo l’esposto dei consiglieri. Perché di richieste ufficiali non ci ne sarebbe traccia.


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