Viterbo – Due ore a rispondere alle domande di avvocati e magistrati.
Tanto è durata la testimonianza di Andrea Bianchini, ex direttore dell’unità operativa complessa E-procurement della asl di Viterbo. In pratica, il direttore degli appalti affidati dalla asl a privati e finiti al centro del maxiprocesso con 29 imputati, tra vertici dell’azienda sanitaria e imprenditori.
Anche Bianchini è alla sbarra. Ma ieri ha parlato come testimone, tornando di nuovo sul “caratteraccio di Aloisio”, che “considerava gli amministrativi di serie B, rispetto ai medici”, e sulla sua “abitudine di ragionare secondo la logica amici-nemici”: per essergli amico, secondo Bianchini, bastava non contraddirlo mai.
L’ex dirigente dell’e-procurement parla a lungo dell’affidamento del servizio di front-office: un grande contenitore che inglobava cup, centralino e sportelli polifunzionali. “Un capitolato preconfezionato”, a detta di Bianchini, che racconta di aver fatto “ping pong tra il suo ufficio e quello costruito appositamente per il responsabile del Ced Ferdinando Selvaggini, per gli appalti informatici”. “Con l’umiliazione – ha aggiunto – di dover prendere ordini da Selvaggini, perché Aloisio non si avvaleva dei principali dirigenti, ma del suo piccolo ufficio fatto di Selvaggini e Quintarelli”.
Per i pm Stefano D’Arma e Fabrizio Tucci la gara – quinquennale del valore di 11 milioni di euro – è predestinata e deve andare a Telbios. Non succede perché dopo l’arresto di Selvaggini e del delegato Telbios Massimo Ceccarelli con tangenti in mano, la società partecipata della Telecom viene esclusa dall’appalto. Ma oltreché la turbativa d’asta, ad Aloisio i pm contestano la concussione proprio su Bianchini, per avergli ordinato di spianare la strada a Telbios, anche se non aveva i requisiti per partecipare all’appalto.
Gli avvocati di Aloisio, Alessandro Diddi e Piergerardo Santoro, sollevano più di un interrogativo. Perché mai, se il direttore generale voleva favorire Telbios, alla fine non si oppone all’esclusione della ditta e rinnova anche il contratto a Bianchini? E perché è lo stesso Aloisio a far eliminare dal capitolato le clausole che più sembravano favorire Telbios?
Secondo Bianchini, una “talpa” nel suo ufficio va a raccontare alla direzione generale che Telbios non ha il fatturato minimo richiesto per partecipare alla gara. “Aloisio mi disse di trovare qualunque sistema per evitare l’esclusione di Telbios. Lui ordinava e Selvaggini dava di matto”. Bianchini non ricorda quando avvenne quell’incontro. Sa solo che, dopo, stenderà un verbale di preselezione delle ditte, dove esclude alcune ma non Telbios. Per la difesa di Aloisio, mente. O sulla sua testimonianza. O su quanto ha scritto in quel verbale.




