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“Adesso aspettiamo il tavolo sul termalismo”

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Fortunato Mannino, Fisascat-Cisl

Fortunato Mannino, Cisl

Marco Sensi

Marco Sensi, amministratore delegato di Terme dei Papi

Viterbo - Terme dei Papi

Viterbo – Terme dei Papi 

Viterbo – Vanno avanti le trattative tra Terme dei Papi, istituzioni e sindacati.

Dopo la riunione in comune l’altro giorno, con il sindaco e l’assessore al Termalismo, l’amministratore delegato Marco Sensi ha incontrato stamattina le sigle sindacali. 

All’incontro erano presenti Cgil, Cisl e Uil. Un incontro che non sarebbe stato possibile senza l’inversione di rotta imposta da Sensi: dal muro contro muro alla linea del dialogo.

“E’ un segno di distensione e disgelo, questo atteggiamento responsabile dell’amministratore delegato delle Terme – commenta Fortunato Mannino di Fisacat-Cisl -. Adesso, aspettiamo il tavolo sul termalismo annunciato dall’assessore Delli Iaconi: comune, Terme dei Papi, sindacati e imprenditori tutti insieme a discutere del futuro. Per come la vediamo noi, anche alla presenza di un funzionario della Regione, titolare della concessione delle acque”.

Per Mannino battere unicamente le vie della giustizia amministrativa è impensabile. “Non si può più andare avanti con le carte bollate: corsi e ricorsi non portano da nessuna parte, solo a spaccature che rischiano di diventare insanabili”. 

Marco Sensi ha ribadito la sua posizione: sfruttare anche una goccia d’acqua al secondo per garantire servizi come la fangoterapia, seppur non a pieno regime. “Il comune deve fare la sua parte e garantire questo tavolo – continua Mannino -. Ci auguriamo che, in futuro, si possa tornare a pieno regime per fornire alle Terme dei Papi tutta l’acqua necessaria. Nell’interesse della città, dello sviluppo del turismo e soprattutto dei lavoratori, che hanno pagato lo scotto più alto di tutta questa situazione”.

Lo stop della fangoterapia, il primo nella storia ventennale della gestione Sensi, aveva fatto restare a casa 12 lavoratori. Collaboratori esterni e dipendenti che, se il 6 luglio partirà il servizio, potranno finalmente tornare a lavorare. Non a pieno regime, ma è già qualcosa. Mannino si dice “cautamente ottimista”. 


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