Viterbo – “Dal calcinculo a Ozpetek” (gallery–slide).
Filippo Rossi, nel presentare la nona edizione di Caffeina, prova a spiegare la filosofia del festival che inaugura il 26 giugno e che andrà avanti fino al 5 luglio. Dieci giorni di cultura in movimento. Fermento. Calcinculo.
E per rendere meglio questa idea, gli organizzatori hanno fatto montare una vera giostra a piazza fontana Grande per smuovere la città e renderla viva. Farla crescere grazie alla cultura. Quest’anno, insomma, c’è da aspettarsi di tutto.
“Inizio dai ringraziamenti – dice il direttore artistico del festival Filippo Rossi – che di solito si fanno alla fine. Da qui arriverò a spiegare qual è la filosofia di Caffeina. Il primo va a Slow food village che che è ormai un contenuto culturale e un arricchimento importante del festival. Poi al comitato festeggiamenti di Pianoscarano, che presenterà iniziative di beneficenza a davanti piazza san Pietro, e offrirà da mangiare ai volontari. Con orgoglio anche quest’anno portiamo Caffeina al carcere di Mammagialla.
Un’iniziativa intensa, anche per l’ambiente in cui viene fatta, che dà il senso del nostro lavoro. Ringrazio il festival dell’Educazione, Paolo Manganiello che si occupa di Senza Caffeina, il Menù dei Papi e Antonello Ricci che darà vita alle sue ricostruzioni storiche sul conclave. Quindi la Regione Lazio. L’ultimo ringraziamento speciale è per Valeria Evangelistella e Giuseppe Berardino, che sono delle colonne portanti, poi agli altri volontari, i fissi e quelli che da oggi sono operativi per la manifestazione”.
Si parte quindi con i dieci giorni più coinvolgenti dell’estate. Scrittori, giornalisti, artisti in strada, dibattiti, reading teatrali, performance musicale, spettacoli per ragazzi e incontri di politica internazionale. E tanto altro. “È stato più faticoso del solito – continua Rossi -, un’avventura culturale davvero intensa e per la prima volta abbiamo realizzato la vera filosofia di Caffeina. Siamo sempre stati convinti che la cultura non ha confini e chiunque può scegliere qualsiasi cosa. Abbiamo spinto questo concetto all’ennesima potenza. Chi verrà troverà di tutto. Caffeina è di tutto: dal calcinculo a Ozpetek.
E proprio il calcinculo non è un cazzeggio, ma un pezzo di cultura. Una cultura in movimento che non deve essere per forza noiosa. Paludata. Per intenderci, quella dei salotti. E’ una spinta verso il futuro e l’idea di una città che cresce”.
E tutto è pensato in funzione degli oltre 400 eventi organizzati. “Siamo orgogliosi dei personaggi che parteciperanno. Non stiamo a fare nomi, perché saranno tanti e diversi. Consegnamo un programma a chi vorrà partecipare. E’ cultura all’ennesima potenza”.
A Caffeina la musica del JazzUp festival. “Valorizziamo lo spazio di piazza del Gesù – spiega il direttore artistico della sezione Giancarlo Necciari – che è accogliente e polivalente, perché proponiamo concerti e attualità. La novità, infatti, sta nella rubrica giornalistica curata dal direttore di Tgcom 24 Luigi Galluzzo con ospiti del calibro di Galimberti, Vanessa Gravina e il golden boy della finanza Brera.
E’ una soddisfazione poi che tanti gruppi locali abbiamo voluto partecipare e daremo loro spazio nella sezione Tusciawonderland. Ci saranno quattro appuntamenti di musica elettronica, l’immancabile jazz e un contributo di musica dell’Est europeo. Continua anche la collaborazione con Est film festival nella sezione corti ed è in programma un incontro con l’ordine degli ingegneri sull’ingegno femminile”.
A illustrare la sezione narrativa, il direttore artistico Giorgio Nisini. “La location privilegiata sarà piazza san Carluccio – dice Nisini – dove si alterneranno gli autori che hanno avuto più riscontro tra critica e pubblico. Ci sarà Fabio Genovesi che ha appena conto il premio Strega giovani. Non tutti gli incontri saranno con singoli scrittori, ma a volte uniti in base alle tematiche affrontate dai libri. Perché ci sia un confronto. Per la prima volta, poi, parte una collaborazione col Distu dell’Unitus che si è tradotta con uno stage di giornalismo culturale per alcuni studenti dell’ateneo”.
Nel palinsesto grandi eventi saranno uniti a reading letterari per passare dalla semplice presentazione del libro a una vera rappresentazione. Di questa organizzazione si occuperà Annalisa Canfora. “Proveremo insieme a formalizzare il lavoro delle performance – dice Canfora -. L’arte in generale sta rivedendo le sue forme, obbligandoci a un nuovo modo di fare spettacolo che sia agile, economico e con scenografie quasi inesistenti. Non è un limite, ma un’opportunità di mescolare le carte e unire gli ambiti. L’evento da letterario diventa spettacolarizzato, come nel caso del libro di Aldo Cazzullo, della performance di Sergio Perrone e Teresa De Sio Siamo molto fieri di iniziare a pensare a produzioni firmate da Caffeina, come quello sugli sbarchi degli immigrati con Moni Ovadia. E’ un modo per superare i confini di Viterbo e portare il logo di Caffeina in Italia”.
Il Comune sostiene l’iniziativa. “Caffeina è stato un evento innovativo e provocatorio in una città che, normalmente, la sera non usciva – dice Michelini -. E’ cresciuto ogni anno di più l’interesse della gente a partecipare agli eventi. Rossi ha avuto il colpo di genio che poi, in ogni edizione, viene declinato e concretizzato da chi lavora dietro questo progetto. Caffeina è diventata talmente importante per Viterbo che deve essere supportata.
E’ un’iniezione di coraggio per chi vuole interessarsi di cultura e comunicazione. Fa in modo che Viterbo diventi una realtà fertile per iniziative che, probabilmente, senza questa scommessa non ci sarebbero. Ha determinato uno scatto di reni. Un’ispirazione ad agire e fare, svegliando la città e i giovani. È un motore che fa conoscere il territorio. Lo dimostra il fatto che Ferrero, il 3 luglio, sarà nella nostra città per un incontro sulla nocciola. Auguri dunque al festival e al territorio per un futuro di crescita”.
Paola Pierdomenico














