Viterbo – Si gioca oggi, martedì 16 giugno, l’ultimo atto delle final eight del campionato di calcio primavera. Sul rettangolo verde del Comunale di Chiavari si affronteranno Lazio e Torino. Tra i biancocelesti, l’attaccante rivelazione Alessandro Rossi, viterbese doc scuola Pianoscarano.
Le due formazioni arrivano a giocarsi il titolo anche se a inizio stagione non godevano del favore dei pronostici. Ma nonostante ciò hanno dimostrato di meritare di essere dove sono, lottando e giocando un buon calcio durante tutto l’arco dell’anno.
I granata di mister Moreno Longo, dopo un quarto di finale sofferto con il Milan (vittoria ai calci di rigore) hanno stra-dominato la semifinale con la Fiorentina (3-2). L’uomo in più è senz’ombra di dubbio Claudio Morra. Attaccante all’ultimo anno in primavera, è stato l’autore della tripletta che ha schiantato la Viola.
Venti reti stagionali, di cui quattro in queste final eight. Molto forte fisicamente, è pericolosissimo in area di rigore. Dopo un’esperienza in Spagna con il Levante senza mai scendere in campo, ha sposato appieno il progetto granata. In attesa di sbarcare, il prossimo anno, in un club “per grandi”.
I biancocelesti di Simone Inzaghi, invece, vengono da un percorso di maggior impatto. Sono riusciti, infatti, a buttare fuori sia Inter che Roma, entrambe favorite alla vittoria finale. Uomo della provvidenza, sempre Alessandro Rossi.
Bomber viterbese classe ’97, ha vissuto una stagione da sotto quota e non senza qualche problema. Sia fisico (spalla) che di prestazioni. Mai la sicurezza di un posto da titolare, visto che l’allenatore ha contato sempre su giocatori ormai collaudati come Oikonomidis, Fiore, Palombi e Tounkara. Ma nonostante ciò il ragazzo è risultato decisivo nelle ultime due gare, segnando una rete all’Inter e una alla Roma. Subentrando dalla panchina e consentendo alla Lazio di raggiungere la finale.
Anche stasera (diretta RaiSport 2) mister Inzaghi sembra intenzionato a lasciar fuori il ragazzo, magari per utilizzarlo a partita in corso con la speranza che sia, per la terza volta consecutiva, decisivo. Titolare o no, la speranza è che il detto “non c’è due senza tre” stasera risulti più vero che mai.
Samuele Sansonetti

